MONTALTO DELLE MARCHE – In occasione dei 500 anni della nascita di Papa Sisto V, la Cantina Valdaso di Montalto delle Marche ha voluto regalare al Pontefice ancora tanto amato a Montalto un vino con il suo nome. Ecco come nasce “Sixtus”, un pregevole Rosso Piceno Superiore d.o.c. ottenuto da uve montepulciano e sangiovese, invecchiato in botti di legno per dodici mesi.  Il vino è stato imbottigliato proprio in onore e omaggio a Sisto V e dedicato a tutto il territorio a lui così caro.

È stato presentato ieri, sabato 10 luglio alle ore 18:30 a Montalto delle Marche, presso lo storico Mulino che porta il nome di Sisto V.

A fare gli onori di casa il presidente della Cantina Valdaso Massimiliano Eusebi e il direttore Rino Amatucci. Presenti anche il sindaco di Montalto delle Marche Daniel Matricardi e il consigliere Raffaele Tassotti che ha curato e presentato la ricerca storica “La vite nel paesaggio agrario del Piceno dall’antichità all’età moderna”.

Nel corso del pomeriggio dedicato al nuovo vino, si è tenuta anche la degustazione di quattro prodotti della Cantina Valdaso: il “Galletto di Rocca”, il “Volo libero”, il “Barbolano” e – dulcis in fundo – il “Sixtus”. Gli assaggi di vino sono stati orchestrati dall’enologo della cantina Gianluca Del Gobbo e dal sommelier Stefano Isidori, Presidente della delegazione Marche dell’Associazione Italiana Sommeliers. Il tutto accompagnato dalla ricercata gastronomia del ristorante Verde Quiete.

Massimiliano Eusebi, presidente della Cantina Valdaso, ha ricordato quanto fosse importante l’evento di ieri per omaggiare un Papa tanto caro a Montalto. “La cantina Valdaso nasce nel 1962 e oggi è un fiore all’occhiello per l’intera vallata e tutto il territorio. Le nuove generazioni di viticultori, con dinamismo, energia e apertura a mercati più ampi, percorrono il presente e il futuro proponendo una qualità di sempre maggiore livello. E oggi questo evento dedicato a Sisto V – che fu proprietario nel nostro territorio di una vigna nel lontano XVI secolo, praticamente “un socio ante litteram” – rappresenta una linea di demarcazione da cui prendere lo slancio per alimentare ancora entusiasmo e crescita della nostra Cantina e vallata”, ha dichiarato il presidente Eusebi.

Daniel Matricardi, sindaco di Montalto delle Marche, ha ricordato quanto ieri fosse importante presentare il nuovo vino “Sixtus”, ma anche rilanciare la Cantina Valdaso. “Nell’anno delle celebrazioni per i 500 anni dalla nascita di Sisto V, abbiamo scelto di raccontare questo Papa con linguaggi diversi, dai convegni alle mostre e al teatro, dal video promozionale a un prodotto, come un vino, che parla del territorio. Ed ecco Sixtus, perfettamente in linea con la nostra idea di divulgare al massimo la figura del nostro Pontefice in modo trasversale ed eterogeneo. Un vino di qualità che porta con sé tutto ciò che il nostro territorio può offrire. Avere quindi una bottiglia di Sixtus significherà non solo poter gustare un ottimo prodotto, ma poterlo fare con una coscienza formata. Da oggi, oltre alle pillole di storia avremo anche i sorsi di storia!”, ha affermato Matricardi.

L’evento è stato arricchito dalla presentazione della ricerca storica “La vite nel paesaggio agrario del Piceno dall’antichità all’età moderna” di Raffaele Tassotti, pubblicata in un opuscolo offerto ai partecipanti alla serata. “Il vino Sixtus è una novità assolutamente originale nell’ambito di celebrazioni come quelle che stiamo vivendo quest’anno in onore di Sisto V. Allora, per dare maggior rilievo e tracciare il percorso di un’identità antica che non dobbiamo disperdere, ho realizzato con piacere una rapida ricerca sulla presenza della vite nel nostro territorio e ci sono documenti che ne attestano la presenza ovunque nel Piceno, e tantissima nella nostra valle. E l’intuizione di dare alla cantina Valdaso un’identità storica è davvero originale. In questo contesto, abbiamo appreso con gioia che proprio Sisto V, quando ancora era Felice di Piergentile detto Peretto, nel 1554 acquistò insieme a sua madre Mariana, una proprietà in contrada Cimirano a poche centinaia di metri dalla Cantina, con casa e una grande vigna. Un legame quindi indelebile con Montalto e con l’intero circondario, anche attraverso i prodotti del territorio”, ha concluso Tassotti.


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