ASCOLI PICENO – Di seguito una nota dell’Osservatorio Continental sui macro trend del trasporto pesante, giunta in redazione il 26 luglio.

Tra chiusure, blocchi alla circolazione e restrizioni dovute all’emergenza sanitaria ed economica in atto, il 2020 è stato un anno difficile anche per il mondo del trasporto merci e persone su strada. Continental, brand che da 150 anni fa della sicurezza su strada e dell’innovazione tecnologica la propria missione, ha realizzato un Osservatorio sui macro trend del trasporto pesante con l’obiettivo di fornire una panoramica del settore sia a livello nazionale, sia a livello locale. Per capire quanto ha inciso la pandemia sullo sviluppo del comparto dei mezzi pesanti nelle Marche, l’Osservatorio ha analizzato i dati relativi alle nuove immatricolazioni, ai tipi di alimentazione, all’anzianità e alle categorie Euro* del parco circolante in Regione e nelle singole province.

Immatricolazioni trasporto persone: Marche -52,5%, meglio Ascoli Piceno -36,4%

Nel 2020 in Italia le immatricolazioni di mezzi pesanti per il trasporto merci con oltre 16t sono state 19.616, il 14,2% in meno rispetto al 2019. Peggiora leggermente la situazione nelle Marche, regione che registra -26,1% e passa da 517 a 382 nuove targhe. Di queste, 64 sono in provincia di Ascoli Piceno, che chiude il 2020 a -13,5% con la diminuzione più lieve in Regione.

Nel trasporto persone, le immatricolazioni di autobus di oltre 3,5t in Italia sono passate da 4.935 del 2019 a 3.404 del 2020 (-31%). In questo caso il trend negativo si accentua nelle Marche e tocca il 52,5%, con 87 nuovi bus immatricolati. Tra le province, Ascoli Piceno fa registrare una diminuzione del 36,4% con solo 14 registrazioni.

Alimentazione autobus: ad Ascoli regnano gasolio e metano

Lo scorso anno, il parco circolante di autocarri merci in Italia ha raggiunto le 4.221.718 unità. La quasi totalità di questi sono alimentati a gasolio (91,6%); i rimanenti sono a benzina (4,6%), a metano (2,2%), a benzina e gas liquido (1,2%), ibridi ed elettrici (0,1% ognuno). Lo schema cambia leggermente nelle Marche: sul gradino più alto del podio rimane il gasolio (89,27%), seguito però dal metano (6,59%) e, al terzo posto, dal benzina (3%). Ibrido ed elettrico sono ben al di sotto dell’1% (0,14% e 0,07%). Ad Ascoli Piceno il gasolio sale a 91,7% e il metano scende a 4,4%, quota più bassa della Regione, con l’ibrido che registra lo 0,1% e l’elettrico che si azzera.

Il parco autobus nel nostro Paese registra nel 2020 99.883 unità. Anche in questo contesto la maggioranza dei mezzi in circolazione sono a gasolio (93,7%), seguiti però dal metano (4,8%). Sotto l’1% rimangono l’elettrico, il benzina, benzina e gas liquido e l’ibrido. Il gasolio, anche se con percentuali più basse, regna anche nelle Marche (87,8%) seguito dal metano (11,9%). Sotto l’1% le altre fonti di alimentazione, tranne l’ibrido, del tutto assente. Nella provincia di Ascoli l’elettrico si attesta allo 0,2%, percentuale più alta tra le province, e si azzera invece il benzina. Gasolio e metano al 90,2% e al 9,3%.

Ad Ascoli più di un autobus su 4 ha oltre 20 anni 

La fascia di anzianità maggiormente rappresentata all’interno del parco circolante italiano di mezzi pesanti per il trasporto merci è quella da 10 a 15 anni (18,9%), seguita dai 15-20 anni (17,9%) e 20-30 anni (15,7%). Nelle Marche la fascia preponderante è quella dei 15-20 anni (20,6%), seguita dalla 10-15 (20,3%) e dalla 20-30 (18%). Ad Ascoli la percentuale di autocarri di massimo 5 anni di età è al 15,4%, mentre quella dei mezzi anziani è la più alta della Regione (15,9%).

Considerando il parco autobus nel nostro Paese, emerge che quelli più recenti (da 0 a 5 anni) sono il 19,4% del totale, mentre quelli più vecchi, di oltre 20 anni, il 25,7%. Nella fascia intermedia da 5 a 20 anni, si colloca la maggior parte del parco circolante. In Regione la fascia più diffusa continua a essere quella tra i 15 e i 20 anni (sempre al 20,6%). Rispetto alla media nazionale, l’incidenza della fascia più recente si abbassa al 17,9%, mentre quella dei veicoli più datati sale al 28,6%. Il distacco tra le due fasce è netto anche ad Ascoli dove il 20% del parco è di massimo 5 anni e il 26,3% oltre i 20.

Ad Ascoli Piceno Euro 0, 1 e 2 al 30,5%

Dall’analisi della categoria Euro dei mezzi pesanti per trasporto merci in circolazione a livello nazionale emerge un’importante presenza di veicoli molto recenti (Euro 5 ed Euro 6), che corrisponde al 31,8% del totale; ciò nonostante, quelli più vecchi (Euro 0, Euro 1 ed Euro 2) continuano a coprire una quota superiore (33,3%). Uguale nelle Marche dove gli autocarri Euro 0,1 e 2 sono il 34,2%, al di sopra della quota di Euro 5 e 6 (27,7%). Ascoli Piceno ospita il tasso più alto di classi inquinanti (37,8%) e il 26% delle categorie più recenti. 

In Italia la percentuale di autobus appartenenti alle categorie Euro 5 ed Euro 6 si attesta al 38,2%. Vi è però ancora in circolazione un’ampia quota di categorie più vecchie, ed Euro 1, Euro 2 ed Euro 3 arrivano al 38,6% del totale. In Regione il 35,4% del parco è Euro 5 e 6 mentre, poco distanti, le classi più inquinanti dalla 0 alla 2 si fermano al 32,6%. Situazione simile ad Ascoli dove le categorie 5 e 6 sfiorano il 39% ma quelle più obsolete si attestano ancora al 30,5%.


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