REGIONE MARCHE – In vista dell’importante appuntamento del Sana, il Salone del biologico in programma a Bologna Fiere dal 9 al 12 settembre, dove il Consorzio Marche Biologiche sarà presente presso il Padiglione 37, stand D64 / E63, area Food Brand Marche, il presidente del Consorzio Marche Biologiche, Francesco Torriani, ha espresso la necessità di interventi più decisi a favore del sostegno e della promozione dei prodotti biologici della nostra regione, che è una tra le regioni leader nel settore. “Nelle Marche, il distretto voluto dalla Regione rappresenta un’opportunità importante, ma se non si sostiene la domanda di prodotti biologici con azioni promozionali incisive, questi sforzi verranno vanificati”.

Nato nel 2010 con l’obiettivo di concentrare in un’unica filiera tutta l’energia dei coltivatori biologici regionali, il Consorzio Marche Biologiche, riunisce cinque cooperative socie, rappresenta 300 imprese agricole dislocate sull’intero territorio marchigiano e progetta strategie comuni atte a rafforzare il biologico marchigiano, come la promozione dei prodotti in Italia e all’estero, lo sviluppo di nuovi prodotti, l’assistenza agli agricoltori per la partecipazione al sistema di controllo e certificazione e nuovi investimenti in ambito strutturale e tecnologico.

La Superficie Agricola Utile (SAU) marchigiana, gestita con metodo biologico, ha raggiunto più del 20% della superficie agricola totale, un dato ben al di sopra della media nazionale ed europea, soprattutto per la produzione di cereali biologici, in particolare la pasta di grano duro e i cosiddetti “grani antichi”. “Dal punto di vista del mercato, il 2021 è iniziato con una fase di stagnazione – ha chiarito Torriani – ma la ripresa è in atto. L’andamento degli ultimi anni è comunque positivo e lo scenario attuale ci offre delle opportunità per fare del biologico un settore trainante della nostra regione – e ha proseguito: “Le politiche a favore delle filiere e dei distretti vanno nella giusta direzione, in particolare è necessario sostenere le filiere agroalimentari e locali che vanno sul mercato con il prodotto finito, perché qui sta il valore aggiunto. Il biologico non è più un settore di nicchia e perché possa esprimere appieno le proprie potenzialità bisogna comunicare al consumatore la qualità del biologico marchigiano”.

All’assessore Carloni ha poi lanciato la proposta di un piano di promozione, sostenuto da risorse adeguate, per legare il biologico marchigiano ai grandi eventi culturali della nostra regione con l’intento di promuovere non solo i prodotti, ma l’intero territorio, dove cultura, qualità della vita, mangiar sano e sviluppo sostenibile sono integrati.

 

 

 

 

 

 

 

 


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