ASCOLI PICENO –  Inaugurato PicenWorld Museum. Dal 18 settembre la storia del Popolo dei Piceni si avvale anche del binario della modernità. Con le nuove tecnologie digitali si amplia il pubblico che può scoprire una nostra identità rafforzata.

Sono rimasti molto colpiti gli invitati all’inaugurazione che hanno potuto partecipare ad una visita guidata nel museo.

Dal febbraio 2020 la pandemia da Covid 19 aveva bloccato il progetto Picenworld Museum, il museo tecnologico sul Popolo dei Piceni. Senza la fiducia della Fondazione Carisap, che con il Masterplan Terremoto aveva puntato su questa idea innovativa per recuperare l’identità del Piceno dalle radici millenarie sepolte nei nostri territori e rilanciare i flussi turistici tramite la cultura per creare così nuova economia e rilancio sociale, questo progetto non avrebbe visto la luce e non avrebbe potuto, così come nelle intenzioni, produrre cambiamenti favorevoli per questi territori. 

L’idea di dare una nuova vita ai materiali rendendoli leggeri, scolpendoli con pixel informatici ben più malleabili di ferro, bronzo, pietra e ambra, spolverando 2.500 anni che avevano conservato fino ai nostri giorni quello che i nostri avi avevano saputo realizzare per migliorare la qualità della vita del tempo, ora diventa realtà.

Oggi si inaugura PicenWorld Museum  – dice il notaio Nazzareno Cappelli, membro del Consiglio d’amministrazione della Fondazione Carisap – Il primo progetto approvato e finanziato nel Masterplan Terremoto della Fondazione Carisap. E’ una realizzazione molto importante nella quale la Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno è stata protagonista ma ha coinvolto anche altri soggetti perché scopo principale della Fondazione in questi ultimi tempi è quello di risvegliare le capacità di soggetti pubblici e privati, enti che svolgono attività nel Piceno. Quindi tutti insieme possiamo realizzare cose importanti. La Fondazione per anni ha erogato soltanto contributi a coloro che chiedevano per andare avanti nelle loro varie attività, cosa che sta continuando a fare, però credo che l’obbiettivo principale oggi sia quello di creare insieme degli appuntamenti, dei progetti importanti per il territorio dal punto di vista culturale e turistico. Noi dobbiamo risvegliare le coscienze e le capacità delle persone che guidano i vari enti e non soltanto dare contributi per fare qualcosa Creando queste cose. Dobbiamo coinvolgerli nel fare insieme e cooprogettare insieme. Cosa che è stata fatta con questo finanziamento e in questo caso con la cooperativa Opera e noi affidiamo alle associazioni queste opere che riusciamo a realizzare sperando che d’ora in poi possano crescere con le loro gambe. E questo museo è una cosa molto importante per svolgere sopratutto attività turistiche e culturali e  richiamare nel nostro territorio gente da tutt’Italia e da tutt’Europa. Diceva Mao Tse Tung – chiosa il Notaio Cappelli – “se qualcuno ha fame non dategli il pesce, dategli una canna da pesca e insegnategli a pescare. Ecco, oggi noi vi diamo questo museo, lo diamo a voi e a chi ha contribuito nel realizzarlo, ora cominciate a pescare, buona pesca ”.

La Candidatura Capitale della cultura italiana 2024 è un arricchimento per la città, per i nostri studenti, per i nostri turisti. – dice Monica Acciarri, assessore al Turismo, Smart City e Pubblica Istruzione del Comune di Ascoli Piceno – E PicenWorld Museum fa parte di questo percorso. Ho avuto il grande piacere di partecipare all’apertura di un magnifico museo nella nostra città in Corso Vittorio Emanuele. Ho portato il saluto del Sindaco Marco Fioravanti e dell’Assessore alla cultura Giorgia Latini. Abbiamo partecipato insieme alla conferenza di presentazione di questo progetto a Roma, nella sede della Stampa Estera, e si vedeva già l’interesse dei giornalisti stranieri per PicenWorld Museum che rappresenta l’innovazione nel fare cultura tramite la tecnologia con la digitalizzazione dando la capacità al nostro territorio di poter essere conosciuto a livello internazionale. Ringrazio la Fondazione Carisap, oggi rappresentata dal Notaio Nazzareno Cappelli, Gaetano Amici che ha ideato il progetto, la cooperativa Opera che lo ha realizzato nonostante la pandemia e tutti quelli che hanno reso possibile questa realizzazione, ringrazio anche Luigi Contisciani, presidente del Bim Tronto, che è impegnato nella promozione del territorio con Mete Picene.

Oggi Ascoli Piceno è probabilmente la prima città delle Marche che può vantare un museo così innovativo. La visita all’interno di PicenWorld Musem è stata di forte impatto visivo ed emotivo.

La storia del Popolo dei Piceni è resa viva, comprensibile e affascinante. Ci riappropriamo di una forte identità grazie alla tecnologia che ora ci indurrà a frequentare con maggiore interesse i musei archeologici e guardare con occhi più attenti i reperti dei Piceni. E in un museo così tecnologico c’è un “Virgilio” ascolano, è l’artista e archeologo ascolano Giulio Gabrielli (1832-1910) che è il personaggio narrante del Popolo dei Piceni”.

Opera Cooperativa Sociale Onlus, capofila del progetto con i suoi partner (Aps Vivo Rinascita e Ama Aquilone) ora è chiamata ad uno step sostanziale perché non siamo all’arrivo, in realtà si è al nastro di partenza perché ora inizia quella fase che è alla base del percorso che la Fondazione Carisap ha indicato ai progetti che ha finanziato: la sostenibilità. Ogni progetto ora deve camminare sulle sue gambe, cioè dovrà vivere con le risorse che raccoglierà sul mercato promuovendo questa struttura museale perché i vari flussi turistici siano motivati a venire nel Piceno a conoscere la civiltà dei Piceni che si è sviluppata dal nord dell’Abruzzo alle Marche.

Opera è una cooperativa sociale, – dice il presidente Fabio Alessandrelli – Siamo circa 400 soci lavoratori, e un giro di affari che si sviluppano in tutta la regione di circa 6 milioni di euro e con la pandemia abbiamo avuto una perdita d circa 1 milione e mezzo di fatturato. Siamo stati costretti a mettere in cassa integrazione alcuni soci. Ora però siamo di nuovo di fronte alle sfide anche se non tornerà tutto come prima. E’ importante ed è stato fondamentale chi ha avuto l’idea, quindi Gaetano Amici, fondamentale chi  le idee le sposa e intuisce che possono essere credibili, poi però ci vuole qualcuno però queste idee nel caso del mondo imprenditoriale le trasformi in gestione. E adesso la sfida che Opera si trova di fronte è quella di avere realizzato tutto questo progetto che purtroppo è durato troppo a causa della pandemia, si è fermato per diverso tempo a causa dei fornitori, grossissime difficoltà che non abbiamo mai nascosto, però questo è il momento di passare dalla fase progettuale a quella esecutiva che la sfida più importante. Da oggi in poi oneri e onori saranno tutti a nostro carico e li misureremo le nostre capacità,  – continua Alessandrelli – come superare le difficoltà. Noi devo dire che, grazie alla Fondazione Carisap, grazie alle capacità di inventarci il lavoro, perché alla fine è di questo che Opera si occupa, grazie a questo siamo riusciti ad arrivare a questo punto. Ora però ce la dobbiamo giocare, abbiamo il nostro know how, abbiamo le nostre idee e gli obiettivi da raggiungere che sono quelli di aprire questa esperienza che peraltro si integra con Mete Picene, un altro progetto di sviluppo turistico legato alla promozione del territorio, e quindi il nostro obiettivo, la nostra attività è tutta rivolta al cercare di fare in modo che cultura e turismo possano essere un business. Quel business in senso positivo: che crea ricchezza del territorio, crea occupazione, ed è questo lo scopo sociale della nostra cooperativa, e possa creare occupazione alle fasce di lavoratori cosiddetti fragili. La scommessa è triplice: far funzionare questo progetto, creare occupazione e promuovere il territorio.

La narrazione dell’esposizione in PicenWorld Museum si snoda nei nuclei tematici più significativi, partendo dal primo sviluppo di questa antica civiltà, passando per arte ed artigianato, commercio fino ad arrivare ai culti.

Il professor Alessandro Naso, docente presso l’Università Federico II di Napoli, un archeologo di chiara fama ci ha onorato nel suo ruolo di consulente scientifico del progetto e ci ha guidato nel percorso narrativo secondo un rigoroso tragitto storico legato alle tante scoperte archeologiche.

La chiave di lettura scaturisce dalla visione del celebre archeologo ascolano Giulio Gabrielli, vissuto a metà dell’Ottocento, che ha dedicato molti dei suoi studi alla scoperta di questo popolo. Il grande patrimonio storico, artistico e antropologico legato al popolo piceno è veicolato tramite un percorso esperienziale immersivo e fortemente interattivo che si articola in videoproiezioni e strumenti digitali innovativi come ricostruzioni 3D o tecnologie di gesture recognition dai contenuti periodicamente diversificati e realtà aumentata.

Parlare di turismi è il concetto più corretto a maggior ragioni quando ci si trova di fronte ad una dimensione tecnologica che molto più facilmente colpirà l’attenzione di un pubblico digital friendly come quello dei giovani. E’ dunque scontato pensare che il mondo della scuola sarà un fruitore di queste nuova esperienza museale.

Il PicenWorld Museum si fa promotore di un’offerta didattica di carattere esperienziale che permetterà ai più piccoli di avvicinarsi al mondo degli antichi Piceni attraverso attività ludiche e di riflessioni di gruppo.
Laboratori sperimentali di ceramica e di modellazione dei materiali, sessioni di scavo archeologico, laboratorio di tessitura e tintura alla maniera degli antichi, laboratorio di teatro, visite guidate. Le attività si svolgono presso i nostri poli di interesse culturale ed attingono a valori e idee provenienti dalla storia e dall’identità del territorio. Sono previsti anche ulteriori momenti di approfondimento e riflessione da svolgere in classe o a casa in autonomia.

Ma sarebbe sbagliato pensare che una persona over 65 non sia in grado di apprezzare un’esperienza del genere perché ormai sono tutti dotati di smartphone.

Il silver tourism, quindi la silver economy sarà una fascia di pubblico importante che dovrà essere coinvolta a visitare PicenWorld Museum e di conseguenza tutte le altre bellezze dei nostri territori, dal paesaggio all’enogastronomia. Ora si inizierà una campagna di comunicazione internazionale proprio per catturare quel turismo con importanti capacità economiche perché facciano di Ascoli Piceno e del Piceno una meta preferenziale.

L’architetto Alessandra Panzini ha illustrato come è nata la narrazione museale sulla scorta di imprescindibili correttezze scientifiche dettate dal professor Alessandro Naso.


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