ASCOLI PICENO – Di seguito una nota stampa, diffusa e giunta in redazione il 15 novembre, dal Commissario Straordinario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini.

“Per la ricostruzione nei crateri post sisma è necessaria una proroga del Superbonus 110% di quattro anni,
con o senza décalage, che riguardi anche le case unifamiliari. Bene le proroghe contenute nella Legge di
Bilancio sui condomini ma vanno modificate quelle per gli edifici unifamiliari e bifamiliari dei territori
colpiti dai terremoti”. A dirlo Giovanni Legnini, Commissario Straordinario alla Ricostruzione Post Sisma
2016, durante il suo intervento ad Ancona al convegno di Anti Marche e Istao dedicato al Superbonus nelle
terre del sisma.

“Nel cratere 2016, con più di 60.000 edifici da ricostruire, i cui proprietari hanno richiesto o prenotato il
contributo per la ricostruzione, le abitazioni sono per la maggior parte quelle unifamiliari e bifamiliari, sia
che si tratti di prime che seconde case – ha sottolineato Legnini -. L’attuale proroga, che differenzia in base
all’Isee o alla data di presentazione della Cila, rischia infatti di escludere diverse migliaia di cittadini
che si troveranno un accollo di costi aggiuntivi per ricostruire la casa, in media, del 20-30% del costo
totale. Del tutto peculiari inoltre sono le situazioni degli aggregati edilizi, per i quali l’accesso al bonus con
limiti di reddito andrebbe a compromettere o a rallentare fortemente un processo ben avviato, creando
disparità prima non previste dalla norma”.

Ha concluso Legnini: “Se avremo una proroga più estesa ed uniforme per tutte le tipologie edilizie
danneggiate dai terremoti, la ricostruzione sarà più veloce, più sismicamente sicura e più sostenibile
energeticamente. Inoltre costituirà un impulso anche alle imprese a lavorare nel cratere 2016, a fronte della
carenza determinata proprio dall’esplosione dell’utilizzo del 110% nelle città e sulla costa. Senza tale
intervento migliorativo, che richiederò al Governo e al Parlamento, rischiamo un rallentamento o una
minore crescita di un processo altrimenti ben avviato, che già soffre a causa della congiuntura sfavorevole
di mercato riguardante manodopera e materie prime. Alla ricostruzione servono non solo procedure e
risorse, e il Governo si è mostrato molto sensibile ed attento da ultimo stanziando nella Legge di Bilancio
altri 6 miliardi di euro, ma anche la certezza e stabilità degli strumenti a disposizione dei cittadini e delle
imprese”.


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