MONTALTO MARCHE/MONTEGRANARO – Ultimi due appuntamenti celebrativi dei 700 anni dalla nascita di Dante, con il patrocinio della regione Marche e di Amat, andrà in scena “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, Lectura Dantis, un progetto di Maurizio Cammi. In scena ci saranno Maurizio Cammi come voce recitante, Gianni Mimmo sax soprano, Fabio Sacconi contrabbasso, Luca Collivasone cacophonator. 

Due gli appuntamenti, completamente gratuiti, previa prenotazione ed esibizione del Super Green Pass, sabato 11 dicembre a Montalto delle Marche, Teatro Comunale ore 21 e domenica 12 dicembre, Montegranaro, Cineteatro la Perla ore 17.

Quest’oggi si è tenuta la conferenza stampa di presentazione, a cui hanno partecipato: l’assessora Giorgia Latini, il direttore Amat Gilberto Santini, il sindaco di Montegranaro Endrio Ubaldi, e Maurizio Cammi, ideatore e protagonista dello spettacolo.

Ha esordito l’assessora alla cultura della regione Marche, Giorgia Latini: “Ultimi appuntamenti che facciamo per celebrare i 700 anni dalla morte del sommo poeta, una figura che incarna la nostra identità di italiani. Finiamo l’anno con questo spettacolo che andrà in scena in dei piccoli comuni, che sono borghi bellissimi delle nostre Marche. Proseguiamo l’azione di animare attraverso la cultura i borghi, potendo l’attenzione su questi territori colpi dal sisma e per dare segnale concreto: attraverso la cultura vogliamo rilanciare le aree interne che hanno sofferto e hanno molto da dare. Il titolo dello spettacolo è di speranza e punta l’attenzione su questi territori. Ringrazio chi hanno creduto nel progetto e spero di essere presente ad uno dei due incontri.”

Maurizio Cammi, ideatore e protagonista del progetto: “Dante ci introduce in un sogno affascinante e misterioso e ci ha raccontato la vita come se fosse una sinfonia. L’opera è una metamorfosi in continuio movimento; dagli Inferi al Divino. Un viaggio onirico ultraterreno tra parole e musica, che giustifica la presenta del sax, del soprano Gianni Mimmo, uno sei più grandi, del contrabbasso e del Cacofonetor. L’opera ha un senso civico e politico e parla anche di coraggio, è un vero percorso spirituale. La musica accompagna il cammino, nonostante la sua dimensione musicale è la meno studiata. Abbiamo fatto uno studio particolare sui rumori all’interno dell’inferno, che è fatto di suoni sgradevoli,aspri,cupi. I rumori che Dante sente nei gironi sono sgradevoli e lontani dall’armonia, quasi anti musica; così si giustifica l’utilizzo del cacofonetor. Sono lamenti e suoni che suscitano paure. Differenza tra armonia celeste e disarmonia infernale. Nel Paradiso le anime invece cantano melodie che deliziano, nell’Inferno c’è la Cacofonia della disperazione.La discesa nei cerchi, è accompagnata da atroci lamenti che sucistano angoscia e paura. La struttura è molto complessa. Con tre musicisti che mi accompagneranno si mescolano due linguaggi, voci e suoni che sono in relazione in modo etergoreneo, creando delle visioni. Saremo in scena in quattro, uniti da giochi di luci ed ombre. I canti saranno quattro, inizieremo con il ventiseiesimo, il canto Ulisse, poi con il terzo canto, quello di Caronte, il quinto canto quello di Paolo e Francesca ed il trentaquattresimo di chiusura, dove avviene l’incontro con Lucifero. Il nostro intento è quello di rendere Dante un appuntamento per tutti. Speriamo nella partecipazione di un pubblico anche di giovanissimi.” 


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