ASCOLI PICENO – Riceviamo e riportiamo un comunicato stampa da parte di Italia Nostra, sezione di Ascoli Piceno  “ William Scalabroni”, nel quale viene denunciato lo stato poco decoroso in cui versa il Battistero, auspicando dunque dei provvedimenti per il ripristino dell’integrità del sito.

 

Al Dottor Mario Fioravanti, Sindaco di Ascoli Piceno

Al Soprintendente Marche Sud, Dottore Professore Pierluigi Mediconi

All’Architetto Antonella Caroli, Presidente Italia Nostra-Roma

Al Dottor Maurizio Sebastiani, Presidente del Consiglio Regionale Marche di Italia Nostra- Ancona

Alle Associazioni Culturali e di Tutela

Agli Organi d’Informazione

 

Tuteliamo il Battistero

Un tempo il Battistero , uno dei monumenti più prestigiosi di Ascoli, giardino di Pietra, svolgeva la funzione di un assurdo spartitraffico , ai cui lati transitavano senza sosta le auto dirette al centro della città o provenienti dallo spazio metafisico di Piazza Arringo.

Anche questa piazza , peraltro, era utilizzata in maniera sconsiderata come un immenso immondo parcheggio .

Poi si compì un miracolo. Amministratori visionari, tra cui l’ Ingegner Luciano Speranza già presidente della Sezione di  Italia Nostra, vollero eliminare questi sconci chiudendo al traffico  veicolare il centro storico, interrompendo così la funzione di spartitraffico del fantastico Battistero ed eliminando contestualmente il parcheggio di Piazza  Arringo. Ma mal gliene incolse. Infatti furono puniti dall’elettorato per questa scelte avveniristiche , che all’epoca apparvero troppo in anticipo sui tempi e in contrasto con i presunti interessi della città , che doveva continuare ad essere percorsa senza limiti dalle auto.

Fortunatamente non si ebbe il coraggio di tornare indietro,  probabilmente anche per la petizione promossa da Italia Nostra che in poco tempo raccolse più di 2000 firme. Man mano si comprese poi  che lo spazio metafisico della piazza  senza le auto e  la  scoperta  del fascino misterioso del Battistero contribuivano ad esaltare in maniera impensabile l’immagine della città. Tanto è vero  che chiunque  tornava ad Ascoli rimaneva estasiato per tanta bellezza una volta nascosta e quasi invisibile e molti, confusi ed interdetti,  si chiedevano: si tratta veramente di Ascoli o siamo di fronte ad un’altra città?

Man mano , poi,  si avviarono attività che prima non potevano sopravvivere a causa della presenza ossessiva del traffico. Si trattava , per lo più, di attività del settore della ristorazione e dell’enogastronomia

A seguito del fenomeno della pandemia furono , poi, autorizzati, in maniera preoccupante le occupazioni di una quantità sempre maggiore di suolo pubblico, per andare incontro alle esigenze delle imprese gravemente penalizzate dal perdurare della pandemia

Ora se è  giusto  ed opportuno fornire un aiuto alle attività che   sono state danneggiate dalle forme di chiusura provocate dal pericolo di infezioni, non per questo non si devono prevedere dei limiti alla utilizzazione degli spazi. E in particolare bisogna che si abbia comunque un minimo indispensabile spazio di rispetto per i monumenti  più importanti .

E  questa azione di tutela deve riguardare in particolare l’integrità visiva del Battistero , presso le cui mura sovente vengono sistemati tavoli, sedie e ultimamente   insegne pubblicitarie.

Le foto che alleghiamo evidenziano in maniera plateale uno  stato di cose non più tollerabile in contrasto evidente con quanto previsto dall’art 49 del Codice dei Beni Culturali che vieta la collocazione di cartelli o altri mezzi di pubblicità sugli edifici tutelati o nelle aree tutelate come beni culturali a meno che non vengano autorizzati   dalla Soprintendenza qualora non ne danneggino l’aspetto, il decoro o la pubblica fruizione.

Confidiamo in un pronto e risolutivo intervento che ripristini l’integrità del sito, permettendo  che il Battistero riacquisti il fascino conferito dal suo pregio monumentale , dalla presenza  materica del candido travertino , dalla patina conferita dal trascorrere di secoli.

Il Presidente della Sezione

(Professor Gaetano Rinaldi)


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