ASCOLI PICENO – A poche ore dall’annuncio della Lega di Serie B del rinvio delle prossime due giornate per l’emergenza Covid, in casa bianconera parla il direttore sportivo Marco Valentini che fa il punto sulla stagione dell’Ascoli e parla delle prossime mosse della società bianconera.

“E’ un rinvio idoneo per la situazione medico-pandemica – afferma il ds – ma per quello che riguarda la squadra non ero contrario a giocare, anzi, dopo due sconfitte, due sberle, questa settimana c’erano gran voglia di riscatto e di ripartire. Ad oggi abbiamo un calciatore ancora positivo, nelle settimane scorse siamo stati coinvolti maggiormente, io personalmente sono stato fuori 12 giorni. La sofferenza maggiore è stata quella di dovermi allontanare dalla squadra, fin dall’inizio si era stabilita una forte connessione con staff, mister e ragazzi, e di non poter essere al fianco del gruppo nelle ultime due settimane in cui sono arrivate le due sconfitte. Contro Cittadella e Cremonese abbiamo fornito due prestazioni in cui non eravamo ben connessi e con la spina attaccata, ho visto una squadra non concentratissima. E questo è un problema, la nostra squadra deve essere sempre sul pezzo, agguerrita, motivata, in questo campionato se perdi queste caratteristiche finisci per accusare il colpo, nessuno ti regala nulla. Cittadella e Cremonese sono due avversari solidi, basti guardare i cinque cambi effettuati dai lombardi. Poi ci sono stati episodi singoli che hanno condizionato entrambe le gare. Quando siamo al top a livello mentale e fisico diamo fastidio a chiunque. Questo è un campionato molto livellato“.

“Non ero presente in estate quando sono stati stilati i programmi – continua Valentini – ma quando sono subentrato sono stato ovviamente aggiornato sulle richieste. Si richiedeva un campionato tranquillo, non di sofferenza, come accaduto negli anni precedenti, quindi ritengo che 26 punti  e manca ancora una partita alla fine del girone di andata, siano un bottino più che sufficiente. E’ ovvio che, essendo agganciati al carro della zona play off, l’appetito vien mangiando. Credo che abbiamo le possibilità per stare in quella zona di classifica e faremo di tutto per restarci. Sulla carta ci sono squadre che hanno ambizioni e budget diversi, ma noi siamo l’Ascoli Calcio, sappiamo la storia e la tradizione che abbiamo, l’ambizione che hanno la proprietà, il sottoscritto, l’allenatore e i giocatori. Abbiamo le idee chiare sulle potenzialità della squadra e su come migliorarla. Dovevamo attendere un periodo di qualche mese per consentire la crescita di rendimento di quei calciatori che non avevano fatto il ritiro o avevano avuto qualche problema fisico. In precedenza avevamo parlato di reparti, ma non di nomi, numericamente dobbiamo rispettare il discorso delle liste, quindi dovremo fare delle uscite. Pensiamo di doverci rinforzare nelle alternative da fornire al mister a partita in corso. Pensiamo in linea di massima a giovani e questo non significa indebolirsi. In questa categoria i giovani giusti rinforzano la squadra portando motivazione e voglia di arrivare. I tempi non siamo noi a dettarli, non so se qualcuno arriverà alla ripresa della preparazione, ci sto lavorando, un paio di operazioni cercheremo di farle il prima possibile, ma, dato che abbiamo una rosa competitiva, per le altre operazioni potremo poi aspettare qualche giorno”.

“Ci vogliamo consolidare in questa posizione di classifica – prosegue il dirigente bianconero – Sabiri e Saric sono due calciatori importanti, nella nostra idea non è presa in considerazione la possibilità di venderli, poi sono nel calcio da tanto e so che nel mercato può succedere di tutto. Questo discorso non riguarda loro due, ma tutti. Non si possono fare promesse, di sicuro non sono sul mercato, se poi arriveranno offerte tali da farci riflettere, vedremo. Sono dell’idea che si debba valutare tutto, ma questo non significa nulla, non sono sul mercato. Nelle nostre file abbiamo qualche giovane che non ha trovato lo spazio che meritava. Qualcuno lo manderemo a giocare, sperando che possa tornarci utile dopo aver fatto un’esperienza di sei mesi fuori, anche in categoria inferiore. Gli stranieri hanno bisogno di un periodo di ambientamento, quindi rischiare di prendere uno straniero, anche forte, significa non rinforzarci nell’immediato, ma trovarcelo pronto l’anno prossimo. Tendenzialmente, se possibile, vorrei restare all’interno del nostro mercato per le operazioni principali. Il segreto è la programmazione, ho uno staff di osservatori e stiamo lavorando sodo, abbiamo fatto un programma finalizzato al mercato di gennaio e un altro legato al mercato estivo“.

 


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