ASCOLI PICENO – A due anni dalle prossime elezioni comunali in programma nel comune di Ascoli Piceno le opposizioni cittadine, rappresentate da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Ascolto e Partecipazione e Prospettiva Ascoli, presentano un documento programmatico unitario che costituiranno le politiche generali delle forze di opposizione per il prosieguo della consiliatura comunale con la prospettiva di portare un candidato condiviso alle prossime amministrative.

“Nell’ottobre del 2020, dopo una serie di incontri e condivisioni con il collega Nardini di Ascolto e Partecipazione – afferma Pietro Frenquellucci, capogruppo del Pd nel Consiglio Comunale – firmammo un documento con un insieme di valori per costituire una base per un’azione comune nel Consiglio Comunale. Questo documento è stato un faro che abbiamo portato all’attenzione degli gruppi del consiglio su cui abbiamo trovato punti di raccordo e condivisione, ci ha aiutato ha fare una dura opposizione ad una maggioranza chiusa e fintamente pronta al dialogo. La città ha assoluto bisogno di una svolta, serve unità di intenti esprimendo ognuno le proprie convinzioni e confrontandosi anche su quello che non si condivide. Quel lavoro ci ha portato ad oggi, è stato ampliato diventando un documento programmatico che contiene una serie di obiettivi che condividiamo e pensiamo siano determinanti per il futuro della nostra città salvandola dall’oblio. Oggi saniamo una ferita che negli anni ha posto una parte importante della città ai margini, tornando insieme si propone un attore forte per le prossime elezioni comunali. Siamo difronte ad una condivisione di una accordo politico programmatico che guarda alla città dialogando con essa, il nostro è un cantiere che vuole aprirsi al contributo di tutta la città”.

“Questo documento fa seguito a quello del 2020, l’opposizione è variegata – afferma Emidio Nardini, capogruppo di Ascolto e Partecipazione – ci siamo trovati in pochi a fare questo lavoro di opposizione che è importante, sia per il controllo che per il suggerimento all’attività dell’amministrazione comunale. In quella attuale e in quelle precedenti è venuto a mancare il confronto con una visione dirigistica, non fanno altro che elogiarsi su risultati che loro dicono essere eccezionali, quello che è stato fatto in realtà è poco. I successi e le azioni amministrative probanti non si sono ancora viste a 3 anni dall’insediamento, è stato un ulteriore stimolo a questi argomenti che ci vedono insieme in questa azione propositiva. Le nostre iniziative in Consiglio sono ferme da tempo, penso ad esempio alla proposta di modifica del regolamento di Ascoli che giace indiscussa da oltre due anni. Uniti rappresentiamo una voce più convincente, questa amministrazione fa della partecipazione solo parole, sono chiusi nel loro cerchio, o non parlano o prendono decisioni da soli”.

“E’ un momento storico particolare – le parole di Massimo Tamburri, consigliere del M5S – nelle scorse elezioni come 5 Stelle non potevamo fare discorsi con altre forze, adesso possiamo farlo. Oggi ufficializziamo un percorso di collaborazione iniziato da tempo. Ricordo che dal 2014 al 2019 sono state approvate solo 3 nostre mozioni su tantissime proposte fatte, poi neanche realizzate; l’attuale sindaco era presidente del consiglio, non c’è nessun ascolto della minoranza. Abbiamo centinaia di proposte che la maggioranza non ha neanche guardato, sono meno speranzoso dei miei colleghi ma sarà importante pensare all’idea della nostra città in prospettiva continuando l’opera di monitoraggio. Sulla candidatura di Ascoli 2024 è importante che i soldi sia spesi bene e per cose di effettive valore, su questo stiamo lavorando, è un ultimo treno che perderemo se spenderemo male. Per noi è importante iniziare con largo anticipo su questo percorso essendo d’accordo sui temi, concretamente quando arriveranno le prossime elezioni chi ci sarà avrà una chance di battere un sistema che da decenni domina la città. Da osservatore di elezioni nella nostra regione uno dei problemi principali è stato trovare accordi dell’ultimo momento, adesso c’è il tempo di vedere se possiamo andare avanti insieme”.

“Questa è un’iniziativa che parte dei gruppi consiglieri di Ascoli – chiosa Francesco Ameli, consigliere Pd – ora la palla passa agli organi politici, da segretario provinciale del Pd dico che sono contento, Ascoli è stato sempre un punto dolente, oggi cambiano le prospettive ed inizia un percorso nuovo. Era un risultato che volevo, oggi piantiamo un primo seme per un’Ascoli aperta. C’è una nuova generazione e una nuova classe politica che si affaccia nella città, mi piace parlare con queste nuove forze riformiste. Ci siamo sempre impegnati dal punto di vista civico, vedere oggi la volontà di mettere insieme forze politiche diverse fa pensare anche a come rimediare a vecchi errori. E’ qui rappresentato il 50% della città di Ascoli delle scorse elezioni, c’era un’ampia fetta di consenso, è il segno di una volontà di scrivere una pagina nuova. Ringrazio Pietro, Massimo e Nardini, non era semplice pensare di vederli seduti allo stesso tavolo; abbiamo visioni su alcuni punti differenti ma siamo in una fase nuova per dare una nuova fase riformista alla città di Ascoli”

“Questo passaggio ci porterà ad un conoscenza approfondita dei nostri sistemi e dei nostri simpatizzanti – aggiunge Angelo Procaccini, conigliere Pd – vorremmo programmare eventi insieme su questi temi. Vorremmo essere più forti in strada, Covid permettendo”.

“Non abbiamo parlato di accordi – conclude Massimo Speri, consigliere di Ascolto e Partecipazione – abbiamo mostrato la volontà di portare un’alternativa allo sviluppo di questa città. Vogliamo offrire il meglio della visione alternativa di quello che abbiamo visto, abbiamo la presunzione che ci possa essere un miglioramento che potrebbe essere una novità per questa città. Questo è un percorso da inventare e costruire, c’è una mancanza di prospettiva in questa amministrazione nei fatti; Ascoli ha bisogno dei fondi e dei finanziamenti che devono essere chiari e condivisi con il resto della città. Serve una città che metta al centro il bene di tutti i cittadini cominciando dai più piccoli, il futuro di questa città sono i giovani e i bambini, quelli che oggi sono più in pericolo. Questa è la base che ci ha portato a trovare i punti di convergenza sui cui stiamo lavorando”.

Questi i punti del documento programmatico presentato dalle opposizioni:

Sicurezza Scolastica
Da troppo tempo la sicurezza di bambine, bambini, ragazze e ragazzi della città di Ascoli Piceno non è garantita come dovrebbe essere, mentre il Comune non ha una visione chiara su come risolvere il problema, perdendo tempo e risorse, anche dietro ipotesi clamorosamente sbagliate dal punto di vista amministrativo. Ad oggi, ad oltre 5 anni dal terremoto, non sono ancora state individuate sedi alternative per le scuole che dovranno essere ricostruite o adeguate sismicamente. C’è bisogno di un intervento immediato a partire dalla scuola di Monticelli, periferia popolosa i cui servizi scolastici sono stati per troppo tempo trascurati dall’amministrazione.

Acqua pubblica
Vogliamo dare un seguito concreto al referendum sull’acqua pubblica. Il gestore locale del bene comune più prezioso deve migliorare l’approccio: devono essere messe in primo piano le esigenze del cittadino, la sua salute e la qualità dell’acqua che esce dei rubinetti. Crediamo sia prioritario rinnovare la rete idrica dove necessario, recuperare il tempo perso per la ricerca di nuove captazioni, e minimizzare le perdite della rete.

Difesa delle società comunali
Occorre invertire la tendenza: anziché continuare nel percorso di svendita delle nostre società (Ascoli Servizi Comunali, Piceno Gas Vendita, Ascoli Reti Gas ecc.) nei confronti di soggetti privati, valorizziamo ciò che abbiamo costruito in questi anni anche tramite il coinvolgimento di cittadini e delle loro realtà organizzate. I beni pubblici devono essere gestiti in ottica pubblica, abbiamo già troppa esperienza delle distorsioni ai danni dei cittadini compiuti dalla logica privatistica in questi settori dove deve prevalere l’interesse collettivo.

Ambiente e Green Economy
La tutela dell’ambiente è al centro della nostra idea per la città del presente e del futuro: per i cittadini di oggi e per le prossime generazioni. Ad Ascoli è necessario un maggior coinvolgimento della cittadinanza sui temi ambientali per portare al centro del dibattito politico la crescente sensibilità dei cittadini sul tema. Non permetteremo che il Comune di Ascoli Piceno possa diventare la pattumiera delle Marche con una nuova discarica di quasi un milione di metri cubi, un impianto per il trattamento meccanico-biologico dei rifiuti ristrutturato, una nuova possibile vasca a nella discarica di Relluce e un nuovo biodigestore, e addirittura spacci queste scelte come “verdi”. Questa visione è un grave errore, che peserebbe per decenni sulle possibilità di sviluppo del territorio, al quale si deve porre rimedio al più presto.

Amministrazione partecipata
Lavoreremo per una comunità dove i cittadini siano coinvolti in maniera diretta e democratica per una crescita comune e collettiva. Va attivato nel minor tempo possibile il nuovo regolamento comunale che darà ai cittadini strumenti di democrazia partecipativa per contribuire sia alla visione generale della città sia alle decisioni che maggiormente impattano sulla vita quotidiana.

Tutela della sanità pubblica
Il Recovery Plan ridisegnerà la sanità nel breve-medio termine. Il Comune di Ascoli deve farsi trovare pronto a lavorare in sinergia con il territorio affinché venga migliorato lo standard delle residenze sanitarie per disabili e non autosufficienti, ci sia un costante ammodernamento del parco tecnologico ospedaliero, un rafforzamento dei servizi sociali domiciliari e l’espansione degli screening oncologici. In merito alla riorganizzazione dei plessi ospedalieri, nell’attesa di capire volontà della Regione Marche, è necessario tutelare, rafforzare e difendere l’ospedale Mazzoni. È necessario inoltre riattivare immediatamente la consulta per la salute, ferma da troppo tempo.

Cultura
Un’opportunità come Ascoli Capitale Italiana della Cultura deve essere utilizzata a servizio della collettività. Anche per poter migliorare nell’offerta culturale, la città di Ascoli deve aprirsi affinché gli eventi ad essa legati non siano ad appannaggio di solite e ristrette cerchie ma siano per tutta la città e per tutti quelli che vorranno visitarla nel futuro. La cultura deve essere uno strumento di miglioramento della città e della sua cittadinanza ma anche elemento di attrazione per il mercato turistico. E serve una visione coerente e professionale: il rumore delle Harley-Davidson (o i “beach party”) nel salotto d’italia dimostrano che l’amministrazione è molto lontana dalla comprensione dell’identità della città, che sarebbe il primo passo per portare avanti il progetto serio che ci manca ormai da troppi decenni.

Pianificazione Urbana
Ascoli continua a perdere abitanti anche per l’assenza di una vera pianificazione urbana, troppo spesso piegata agli interessi speculativi di singoli privati. Le volumetrie costruite negli scorsi anni, spesso senza pensare ai servizi collegati e agli impatti sulla viabilità, non hanno tenuto conto del ruolo di Ascoli all’interno della città-territorio della vallata del Tronto. La mancanza di coraggio, o peggio l’incapacità di gestire situazioni urbanistiche cruciali come l’area ex-Carbon e lo stadio causano ai cittadini disagi infiniti e causeranno problemi ben più gravi allo sviluppo futuro della città. L’ormai ridicola situazione dello stadio del Duca costringe ogni giorno gli ascolani a infinite perdite di tempo nel traffico, con un impatto molto negativo anche sulla qualità dell’aria. I lavori di bonifica dell’area Carbon non sono ancora iniziati a distanza di 10 anni dalla firma dell’accordo e nessuno degli operai è stato reimpiegato sull’area come promesso. L’area deve essere destinata ad un utilizzo di pubblica utilità. La città beneficerebbe ad esempio, dopo un approfondito processo di bonifica, di un grande parco pubblico, vero e proprio polmone verde della città.

Qualità della vita
C’è bisogno di una città accogliente per le nuove generazioni e per i più anziani. Migliorare la qualità della vita vuol dire anche avere la possibilità di attrarre nuovi residenti, non solo dai paesi limitrofi ma anche da altre zone d’italia. Ascoli Piceno deve essere al centro di un percorso di rinascita di tutto il territorio piceno. Occorre invertire il calo demografico di questi anni e farci trovare pronti per il futuro. La popolazione ascolana tenderà a veder aumentare la sua età media, così come la percentuale di popolazione con più di sessant’anni sarà sempre più componente rilevante della demografia cittadina: ai nostri anziani dobbiamo assicurare che ci prenderemo cura di loro e che non li relegheremo ai margini della vita sociale della comunità.

Città capoluogo
In questi anni la città di Ascoli Piceno ha vissuto un isolamento politico che l’ha portata ad arroccarsi su posizioni ideologiche mettendo a lato la necessaria collaborazione istituzionale tra enti. Pensiamo sia utile una città in grado di essere da traino sociale, economico e politico per il Piceno tutto, e non solo. Per far questo, tuttavia, non bastano le dichiarazioni di facciata dell’attuale amministrazione, mentre nei fatti si attribuisce meriti di altri livelli istituzionali (per es. sulla Ferrovia Salaria) e si prendono decisioni sulla pelle di altri Comuni (per es. sul piano d’ambito per i rifiuti): senza il rispetto del lavoro e il riconoscimento delle esigenze altrui non può esserci reale collaborazione.

Lavoro e sviluppo economico
Vogliamo difendere e tutelare i tessuti economici del territorio, ma sopratutto innovare laddove possibile. Con azioni amministrative è bene incentivare tutte le nuove opportunità che si stanno creando nella zona industriale non tralasciando però i diritti dei lavoratori. Serve un nuovo patto sociale per la città.


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