ASCOLI PICENO – Approda anche al teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno  “L’italiana in Algeri“, dramma giocoso in due atti di Gioacchino Rossini, su libretto di Angelo Anelli.  L’opera, realizzata in collaborazione con la Fondazione Rete lirica delle Marche, prodotta dal circuito dei teatri marchigiani con il Rossini Opera Festival e l’Accademia Rossiniana “Alberto Zedda” di Pesaro, rimandata dal 2020 a causa delle restrizioni dovute alla pandemia, sarà finalmente portata in scena dall’Orchestra Sinfonica Rossini e dagli interpreti dell’Accademia Rossiniana “Alberto Zedda” di Pesaro in Anteprima Giovani giovedì 17 febbraio, alle ore 17, e poi sabato 19 febbraio, alle ore 20,30.

“Un appuntamento importante che risponde all’esigenza di tornare a vivere la cultura e i suoi luoghi per eccellenza– ha detto il sindaco Marco Fioravanti. “La lirica rappresenta un tassello fondamentale della proposta che, come amministrazione, portiamo avanti con determinazione e convinzione e che aiuta a dare sostanza alla nostra candidatura a Capitale italiana della cultura 2024”.

“Siamo contenti di presentare questo spettacolo, anche perché il ritorno a teatro è un momento significativo, per la città e per il mondo degli artisti – ha affermato l’assessore alla cultura, Donatella Ferretti. “Le attività dal vivo hanno dovuto fare i conti con mesi molto complicati e, quindi, il ritorno sulle scene è un bel segnale. Di fronte a una situazione che vede le scuole caute sugli spostamenti degli studenti, abbiamo deciso di prevedere la vendita dei biglietti anche a singoli ragazzi, con sconti per gli accompagnatori. Teniamo al valore educativo delle nostre proposte, non vogliamo recedere su questo punto”.

“La Fondazione Rete lirica sarebbe piccola e vuota se non ci fossero l’impegno e la partecipazione delle amministrazioni locali – ha, inoltre, dichiarato il presidente della Rete lirica delle Marche, Francesco Ciabattoni. “Dopo un periodo di oscurità dovuto al Covid, tornare a teatro con quest’opera è un segnale di ottimismo“.

“C’è la voglia delle persone di tornare a teatro e lo spettacolo dal vivo non può essere assolutamente sostituito da altre forme di partecipazione. La qualità della vita è legata anche all’elevazione dello spirito e in questo la lirica riveste un ruolo di rilievo – ha, infine, concluso Alessio Vlad, consulente artistico della Fondazione Rete lirica delle Marche.


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