ASCOLI PICENO – Un Museo aperto a tutti, senza distinzione di età, provenienza e condizioni psico-fisiche, attraverso lo sviluppo di una app, di un sito web e grazie al miglioramento della fruibilità interna con la progettazione di una nuova segnaletica di orientamento. È l’ambizioso obiettivo del Museo Archeologico Statale di Ascoli Piceno che, in sinergia con il centro polifunzionale “Officina dei Sensi” e insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, ha avviato un percorso virtuoso teso a rendere gli spazi di Palazzo Panichi completamente accessibili.

“In linea con il proprio statuto – spiega Sofia Cingolani, funzionaria archeologa della Direzione Regionale Musei Marche e direttrice del Museo Archeologico – la nostra struttura prevede, tra gli obiettivi prioritari, il progressivo abbattimento delle barriere architettoniche intese non solo come barriere fisiche ma anche come ostacoli di tipo psico-sensoriale. Si tratta di un processo lungo e complesso che necessita, sin dal suo avvio, del contatto stretto e del supporto da parte di tutta la comunità locale e dei portatori di interesse. Un percorso che prevede una attuazione attenta, e per step successivi, che proceda di pari passo con la normale attività del Museo e attraverso interventi economicamente sostenibili”.

Su questo solco si inserisce la fondamentale collaborazione avviata dal direttore della Direzione Regionale Musei Marche (Mic), Luigi Gallo, cui il Museo di Ascoli fa capo, con l’Officina dei Sensi, Centro polifunzionale d’eccellenza, sede anche dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti.

Una collaborazione da cui è nata l’idea del progetto che l’Officina dei Sensi avvierà proprio a partire dal Museo di Ascoli come primo caso campione. E che vede tra i protagonisti l’architetto museologo Fabio Fornasari.

Gli obiettivi a medio termine prevedono la realizzazione di un sito internet e di una app, sviluppati dallo staff tecnico dell’Officina dei Sensi: strumenti che verranno calibrati a partire dall’utente, proprio per soddisfare le esigenze delle persone in diverse condizioni senso-motorie e cognitive e, al tempo stesso, lavorando affinché le nuove tecnologie possano ampliare l’esperienza di fruizione di tutti i visitatori, dai bambini alle persone meno giovani.

“Solo in questa ottica – sottolinea Mirco Fava, direttore del Centro ‘Officina dei Sensi’ – riteniamo si possa parlare realmente di inclusività”.

Il progetto, sostenuto con un contributo di 25 mila euro, vede impegnati gli operatori della cooperativa sociale Habilis Lavoro dell’Officina dei Sensi. Al termine del processo di accessibilità sarà rilasciata la certificazione internazionale in base alla norma ISO 21902.

Parallelamente allo sviluppo dell’app e del sito web è previsto il miglioramento dei percorsi all’interno del Museo con la progettazione di una nuova segnaletica di orientamento.


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