ASCOLI PICENO – Tra i dolorosi strascichi della crisi economica, il dramma del sisma che a partire dall’agosto del 2016 si è abbattuto sul nostro territorio colpendo in particolare le aree interne e le ripercussioni sulla quotidianità – anche professionale – della più recente emergenza sanitaria, nell’ultimo decennio il tessuto imprenditoriale del Piceno è stato al centro di profondi e radicati cambiamenti che con il passare del tempo hanno portato a una marcata riorganizzazione dei settori strategici dell’economia locale.

In questo senso uno dei casi più emblematici è proprio quello del turismo, comparto chiave del mercato dei pubblici esercizi e da sempre cuore pulsante di un territorio capace di attirare visitatori  per via di un incredibile patrimonio artistico, ma anche paesaggistico e naturale, che nel giro degli ultimi 10 anni ha assunto ruolo sempre più centrale nelle dinamiche economiche e occupazionali della nostra regione nonostante una visibilità commerciale che ad oggi risulta ancora carente, specie in ottica internazionale.

D’altra parte i dati parlano chiaro: secondo un’indagine condotta nel 2021, nelle Marche il turismo vale il 21,5% del settore terziario, con numeri perfettamente in linea con il 22% della statistica a livello nazionale e una crescita dell’8,7% rispetto al 2010.

Un balzo in avanti notevole, che a fronte di una maggiore consapevolezza dell’importanza dell’indotto turistico nel bilancio economico del nostro territorio registra però, nello stesso arco temporale preso in considerazione, un preoccupante calo in termini di domanda del lavoro, pari al -15,1%.

Nonostante i primi segnali di questo 2022, anche grazie alla significativa unità di intenti dimostrata da addetti ai lavori e associazioni di categoria, facciano pensare un andamento in controtendenza rispetto a quanto andato in scena nell’ultimo decennio, restano sotto gli occhi di tutti le difficoltà con cui ristoranti, chalet e strutture ricettive devono fare i conti nella ricerca di personale.

“Ci troviamo di fronte a un’allarmante carenza in ambito occupazionale – dichiara Francesco Balloni, direttore della Cna Picena – È opportuno analizzarne a fondo le cause per individuare le soluzioni più adeguate ed evitare così di compromettere uno dei volumi di affari più consistenti del Piceno. Come Cna siamo convinti che per dare nuova linfa al settore sia necessario promuovere continue occasioni di confronto e condivisione tra i giovani e le imprese, in un dialogo costante finalizzato ad offrire alla clientela un ventaglio di servizi sempre più ampio e diversificato”.

In questo senso, oltre a scendere in campo a tutela del modello balneare italiano in vista della minaccia rappresentata dall’avvento della normativa Bolkestein suggerendo una puntuale mappatura dei principali punti di riferimento dell’offerta turistica locale, la Cna Picena ha avvertito l’esigenza di offrire un contributo concreto in termini di formazione, nel tentativo di incrementare la domanda occupazionale in chiave turistica mettendo in contatto gli imprenditori del settore con giovani dinamici e volenterosi, pronti a mettersi in gioco per affrontare le nuove sfide offerte dal mercato.

È da queste premesse che nel 2020, nonostante le difficoltà legate all’emergenza sanitaria, la Cna di Ascoli ha promosso un corso interamente dedicato al cicloturismo, partito come una scommessa e ben presto rivelatosi un’intuizione vincente, in un percorso condiviso proseguito poi con l’istituzione di un corso per operatori turistici attualmente in fase di svolgimento.

Le 800 ore – di cui 320 di stage – previste dal calendario del corso contribuiranno a sviluppare figure professionali in grado di dar vita a nuove sinergie o a rafforzare quelle già esistenti, strutturando anche pacchetti turistici che vadano incontro alle esigenze del turista dei nostri giorni, alla ricerca di esperienze inedite e stimolanti.

“Il notevole interesse suscitato dal corso sia tra i giovani che si affacciano per la prima volta al mondo del lavoro, sia tra gli addetti ai lavori che hanno manifestato la propria disponibilità ad accogliere i ragazzi nelle strutture di riferimento in vista degli stage formativi, è un evidente sintomo dell’esigenza di formazione e professionalizzazione che si avverte in questo settore» sostiene Arianna Trillini, presidente della Cna Picena”.

L’obiettivo principale è arrivare a formare tecnici superiori per la promozione di prodotti e servizi turistici, spendibili nei vari ambiti del macro-settore del turismo ma in particolare come liberi professionisti o imprenditori di servizi.


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