ASCOLI PICENO – La rappresentanza sindacale UBS rilancia le accuse nei confronti della dirigenza dell’Area Vasta 5 in merito all’emergenza COVID-19. Afferma Mauro Giuliani in una nota inviata alla stampa: “USB ribadisce che oltre due anni dopo l’inizio della pandemia questo fatto è assurdo e inaccettabile!

Con le sue decisioni l’AV5 mette a rischio la sicurezza non solo dei lavoratori, che infatti sono risultati positivi al Covid in diverse unità, ma di tutti le persone che frequentano i reparti!

I pazienti risultati positivi in Ortopedia non sono stati “prontamente isolati presso la “Pneumo-covid” come affermato dalla direzione AV5, ma assistiti per diversi giorni in reparto, in un’unica stanza da 4 posti letto, a causa di mancanza di posti letto nel reparto Covid. Tant’è vero che sono stati bloccati i ricoveri, decisione saggia per evitare ulteriori contagi, ma che ha causato l’evidente diminuzione di posti letto no Covid.

Non comprendiamo perché non si sia adottata la stessa decisione nel reparto di Geriatria dove permangono, come affermato anche da AV5, 4 pazienti positivi al Covid.

Rispetto all’affermazione che “in caso di necessità, viene creata una apposita coorte con percorsi dedicati”, sottolineiamo non si possa ritenere ottimale il fatto che in un unico corridoio i lavoratori devono indossare DPI Covid e togliergli, procedura complessa e delicata che necessiterebbe di spazio apposito, ma che invece viene fatta in mezzo al corridoio davanti alla stanza dei positivi! Questi sarebbero i percorsi definiti e codificati? È evidente che non siano né ottimali né separati e distinti! Su questo sollecitiamo e attendiamo la verifica dell’RSPP (responsabile sanitario prevenzione e protezione) cui abbiamo inviato una lettera.

Come USB riteniamo preciso dovere dell’Azienda l’attivazione di tutte le precauzioni per evitare la diffusione del contagio. Lasciare pazienti affetti da Covid, seppur asintomatici, in un reparto con altri ricoverati non è certo conforme alle indicazioni nazionali sulle azioni per evitare il contagio.

Data la recrudescenza dei casi di positività al Covid nel nostro territorio (“Ascoli Piceno è la provincia con più casi di Covid 19 in Italia, con un’incidenza di 972 casi ogni 100.000 abitanti”, dice la fondazione Gimbe), USB chiede che vengano riattivati e riaperti i reparti Covid nell’ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto. Al momento i posti letto in Av5 per pazienti Covid sono la Pneumo-covid presso l’ex palazzina ‘Malattia Infettive’ dell’ospedale Mazzoni, con 18 posti letto; 3 posti letto presso l’U.O.C.Anestesia e Rianimazione di San Benedetto; e la RSA di Ripatransone, con 28 posti letto.

Rispetto all’indicazione del Gores (Gruppo operativo regionale emergenze sanitarie) di chiudere reparti Covid e di assistere pazienti positivi in reparti ordinari, esprimiamo assoluta contrarietà e riteniamo che la sua eventuale attuazione mini la sicurezza dei lavoratori e dei pazienti, aumenti il rischio clinico e aggravi il già insostenibile carico di lavoro degli operatori. Una scelta simile dovrà essere assunta dall’assessore alla Sanità per tutte le Aziende Sanitarie delle Marche e, per quanto riguarda l’ASUR, dalla Direzione sanitaria ASUR con precise e formalizzate indicazioni e procedure applicative!

Rispetto alla carenza cronica di personale la direzione AV5 non dà alcuna concreta risposta: i lavoratori sono esausti e gli vengono costantemente negate riposi e ferie, mentre la proroga dei precari è del tutto insufficiente a chiudere le falle.

Per tutto quanto sopra esposto, ribadiamo la necessità di attivare posti letto e reparto Covid nell’ospedale di San Benedetto, con tutte le procedure idonee a garantire la sicurezza di lavoratori e pazienti. É necessario inoltre assumere stabilmente da graduatorie concorsi e mobilità professionisti sanitari e sociosanitari con un piano straordinario di assunzioni ed il superamento dei tetti di spesa. Indispensabile poi una proroga per i precari, 300 unità tra infermieri, OSS, tecnici di laboratorio, tecnici di radiologia, amministrativi, in scadenza il 30 giugno 2022, in pieno periodo di ferie estive, con un contratto di lavoro almeno fino al 31 dicembre 2022.

USB chiede all’assessore alla Sanità Marche, al direttore ASUR, al direttore Area Vasta e ai sindaci di Ascoli e San Benedetto del Tronto di dare risposte concrete ai cittadini e ai lavoratori, stanchi di sentirsi dire che va tutto bene! Non va tutto bene ed è ora che ognuno si attivi per dare finalmente le risposte che tutti si attendono!”


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