PENNILE DI SOTTO – Pomeriggio interessante e piacevole quello che ha chiuso a Pennile di Sotto, presso il centro Ada-Bruno Di Odoardo, la rassegna “Seme A Ascule”, dedicata al dialetto ascolano e che ha visto ospite il professore Guido Mosca, che ha illustrato il suo “Inferne”, la traduzione dei 34 canti dell’Inferno di Dante in vernacolo ascolano.

Un lavoro lungo impegnativo e per certi versi incredibile, ma anche encomiabile – lo ha definito Giorgio Fiori, introducendo l’incontro. Poi, lo stesso autore ha ricordato ai numerosi presenti la struttura dei nove cerchi dell’Inferno dantesco, che, in una sorta di imbuto rovesciato, raccolgono le anime dannate, a seconda della gravità dei peccati commessi e, dopo averli elencati, ha scelto tra tutti il 5° girone, dedicato ai lussuriosi, e ha raccontato la storia di Paolo e Francesca, che lui stesso ha letto nella versione originale, lasciando poi al suo collaboratore, Andrea Flaiani, con cui ha condiviso per tanti anni la passione e l’impegno teatrale, la lettura dello stesso canto in lingua ascolana. È intervenuto, inoltre, Maurizio Cacciatori, ideatore della rassegna, che ha messo in evidenza l’arguzia di Mosca nel riportare le frasi di Dante in lingua ascolana e ha poi letto alcune frasi del dialogo tra Dante e Omero tratte dal IV canto, sia nella versione originale che in quella di Mosca. All’incontro ha anche preso parte Patrizia Pietracci, membro del consiglio comunale, e i responsabili del Centro Ada-Di Odoardo, Paola Luzi e Francesco Fabiani, che a fine serata hanno anticipato le iniziative itineranti del periodo estivo.


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