ASCOLI PICENO – In occasione della grande cerimonia avvenuta ad Ascoli il 23 giugno, per la Fondazione delle Fiamme Gialle, il Colonnello Michele Iadarola, del Comando Provinciale di Ascoli Piceno, che il primo settembre lascerà la nostra provincia dopo quattro anni molto intensi e redditizi, ha voluto tracciare un bilancio sulle attività compiute dai finanzieri tra il 2021 e 2022.

Colonnello Iadarola, la 248^ Celebrazione dell’Anniversario della Fondazione del Corpo della Guardia di Finanza, rappresenta per il suo Comando l’occasione per fare un consuntivo delle attività che i finanzieri hanno eseguito nel territorio piceno.

“Anche lo scorso anno, e per i primi mesi del 2022, gli sforzi operativi sono stati orientati verso obiettivi, connotati da elevati profili di rischio e alla repressione di illeciti tributari, scoperti grazie a indagini di polizia giudiziaria, orientate – tra l’altro – anche nel settore dell’evasione fiscale internazionale. È stata, altresì, intensificata l’attività di contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica attraverso controlli sui destinatari delle risorse stanziate e, in particolare, di chi ne ha usufruito dichiarando dati economici e aziendali non veritieri”.

La lotta contro l’evasione fiscale, in un mondo sempre più interconnesso, assume rilievo anche a livello europeo; ci sono nuovi sistemi per combatterla?

“Negli ultimi anni l’azione di contrasto all’evasione fiscale nella provincia di Ascoli Piceno ha fatto registrare dei segnali incoraggianti, ma bisogna fare di più anche perché il Pnrr – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ci pone degli obiettivi di ridimensionamento del tax gap (differenza tra le imposte effettivamente incassate e quelle che si incasserebbero) in tempi anche piuttosto contenuti. Il Comando Provinciale sta puntando sulla interoperabilità delle banche dati messe a disposizione dei Reparti e, in particolare, sull’uso della Dorsale informatica, che ne mette a sistema contestualmente ben 120. Ciò consente la possibilità di effettuare interventi più mirati, evitando controlli massivi e generalizzati e di concentrare l’attenzione sui fenomeni maggiormente importanti, quali le grandi frodi internazionali sull’iva e sulle accise e poi ancora le fittizie residenze all’estero di persone fisiche o di imprese o di stabili organizzazioni occulte, il sommerso legato all’ecommerce e le nuove forme di business legate all’economia digitale.

La lotta all’evasione ha conosciuto una tregua durante la pandemia. Si è tornati alla normalità?

“Abbiamo intensificato la presenza ispettiva, valorizzando le nuove tecnologie per dar corso a interventi chirurgici. Un segmento del servizio, quello del contrasto all’evasione fiscale, in cui gli sforzi profusi hanno permesso di scoprire una frode internazionale, posta in essere da un noto brand operante nel settore calzaturiero marchigiano, con l’obiettivo primario di diminuire il carico delle imposte nazionali sfruttando le legislazioni estere più favorevoli. Questo fenomeno, noto come esterovestizione societaria, nasce dalla prassi, in uso presso numerose realtà imprenditoriali, di collocare una o più aziende, riconducibili allo stesso soggetto economico, al di fuori del territorio nazionale, con il principale intento di usufruire di forme agevolate di tassazione; soggetti economici che, di fatto, continuano però ad essere amministrati in Italia. Le attività hanno permesso di recuperare a tassazione ingenti risorse sottratte alle casse dell’Erario, su oltre 114 milioni di imponibile”.

Con la pandemia sono stati messi in campo bonus e sostegni vari a imprese e famiglie. Quante truffe e abusi avete scoperto?

“Le indagini più recenti, confermano l’interesse della criminalità per gli aiuti destinati a famiglie e imprese. Emblematico l’esempio dei bonus fiscali: la possibilità illimitata di circolazione dei crediti prevista dalla normativa emergenziale è stata strumentalizzata per scopi illeciti, inducendo il legislatore a intervenire per contrastare il fenomeno. Anche sulle vicende ancora attuali legate al sisma, sono stati segnalati alla Corte dei Conti danni erariali per oltre 286.000 euro per l’indebita percezione di contributi di autonoma sistemazione”

Esiste lo stesso rischio per i fondi del Pnrr destinati al Piceno?

“Il Governo ha previsto la possibilità che le Amministrazioni stipulino protocolli d’intesa con la Guardia di Finanza per prevenire e reprimere frodi e irregolarità. Abbiamo già realizzato specifici memorandum e siglato intese con i titolari degli interventi di spesa – da ultimo il Comune di Ascoli Piceno – al fine di consentirci di disporre di notizie utili a selezionare le posizioni di maggior rischio e orientare, conseguentemente, le attività ispettive dei Reparti della provincia ascolana, agendo, in fase di contrasto alle potenziali frodi, in coordinamento con la magistratura, penale, contabile ed europea”.

Avete scoperto numerose frodi anche sul Reddito di cittadinanza. Quali sono i dati aggiornati?

“Dall’inizio del 2021, i controlli sul reddito di cittadinanza hanno portato alla denuncia di oltre 94 soggetti, per illeciti che, tra somme indebitamente percepite e illecitamente richieste ma non ancora erogate, ammontano a oltre 1,7 milioni di euro. Ci sono stati casi di percettori che dichiaravano redditi da poveri e arrotondavano con polizze false vendute on line. 9 le persone scoperte e denunciate per truffe per false assicurazioni auto stipulate attraverso canali internet e social network, dove le persone coinvolte a diverso titolo nelle indagini – percepivano la misura di sostegno del Reddito di cittadinanza, bloccato grazie alle iniziative delle Fiamme Gialle picene, che hanno provveduto anche a segnalare i connessi danni erariali alla Corte dei Conti e, sul fronte fiscale, a considerare i profitti illeciti per l’assoggettamento a tassazione. Altri 5 indebiti destinatari del beneficio erano, invece, rinchiusi dentro una struttura penitenziaria e sono stati, pertanto, segnalati all’Inps per la revoca ed il recupero delle somme erogate”.

Quanto la grave crisi economica ha gravato sui casi di corruzione e influenzato le possibili infiltrazioni della criminalità organizzata?

“Il Comando Provinciale ha rafforzato le iniziative investigative tese ad intercettare le possibili penetrazioni nel tessuto economico della criminalità organizzata nonché le attività scaturenti dal coordinamento con le Procure e dai lavori svolti all’interno del Gruppo Interforze presso la locale Prefettura. Con l’operazione Easy Money è stata smantellata un’associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti e al riciclaggio per quasi 12 milioni di euro e sono stati arrestati 13 soggetti con il sequestro di oltre 11 milioni di euro. Per effetto della trasversalità propria dei poteri demandati alla Guardia di Finanza sono stati anche recuperati a tassazione oltre 7 milioni di euro e denunciate 5 persone per reati fiscali. Con riguardo alla lotta al traffico di sostanze stupefacenti, grazie all’operazione Colosso, è stato sgominato un sodalizio, traendo in arresto un responsabile e denunciandone altri 5nonché sequestrato complessivamente 1,5 tonnellate di marijuana, circa 5.000 piante di cannabis, 32.600 euro in contanti, automezzi, cellulari e macchinari. Droga che avrebbe potuto fruttare un illecito guadagno di oltre 7,7 milioni di euro. Con il sequestro preventivo di somme di denaro sui conti correnti di un privato e di due dipendenti in servizio presso un Ente pubblico locale, corrispondenti al prezzo del reato di corruzione, è stata debellata la condotta illecita degli stessi, denunciati anche per abuso di ufficio e truffa aggravata in relazione ai vari aspetti della vicenda. Sono stati, inoltre, evidenziati profili di responsabilità contabile, oggetto di autonoma segnalazione alla Procura Regionale della Corte dei Conti per le Marche, in relazione ad un danno erariale ipotizzato per oltre 195.000 euro”.


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