ASCOLI PICENO – Si conclude con un reintegro e un risarcimento l’assurda vicenda giudiziaria della addetta alla biblioteca comunale, licenziata per assenza ingiustificata il 14 marzo 2020, in pieno lockdown nazionale.

La Corte di Appello di Ancona così ha sentenziato: “Ritiene il Collegio che l’iter procedimentale seguito dall’Amministrazione convenuta nell’esercizio del Potere disciplinare nei confronti della odierna appellante sia affetto da irregolarità che hanno inciso sulla validità della sanzione espulsiva infine adottata”.

Poi netta e significativa la condanna dell’Amministrazione Comunale: “Reintegrazione della Lavoratrice nel posto di lavoro, pagamento ad una indennità risarcitoria di 18 mensilità e liquidazione in favore dell’appellante delle spese del doppio grado di giudizio”.

L’assurdità del caso era resa ancora più eclatante dal fatto che, ai tempi del licenziamento, la biblioteca del Comune di Ascoli era chiusa per un focolaio di Covid 19 all’interno del Comune.

La Ugl  era rimasta basita da tale licenziamento, assurdo e temerario: l’Amministrazione era perfettamente a conoscenza che la lavoratrice non disponesse a casa di attrezzatura telematica per internet, ma era rimasta sorda a questa istanza umana e giuridica.

“Certamente la Addetta alla biblioteca ha dovuto percorrere la Via Crucis di un dirompente licenziamento e la trafila giuridica ed umana dei Ricorsi, – fa sapere la Ugl – ma Giustizia finalmente è fatta ed ha il sapore di una dignità recuperata e di una bella e giusta vittoria”.


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