ASCOLI PICENO – Si è svolta oggi, 18  novembre, al Foyer del Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno, la presentazione di “Macbeth” di Giuseppe Verdi, spettacolo inaugurale della stagione lirica 2022/23, organizzato dalla Fondazione Rete Lirica delle Marche, presieduta da Francesco Ciabattoni,con la direzione generale di Luciano Messi e quella artistica di Alessio Vlad. L’opera è in programma sabato 19 novembre alle ore 20.30, con un’anteprima per i giovani oggi, 18 novembre, alle ore 17.

Affidata a un cast di interessanti interpreti, l’opera è in programma sabato 19 novembre alle ore 20.30, al teatro Ventidio Basso, con un’anteprima per i giovani oggi, 18 novembre, alle ore 17. La produzione vede nel ruolo di Macbeth il baritono Gezim Myshketa, mentre Lady Macbeth è interpretata dal soprano Lidia Fridman, astro nascente sui palcoscenici italiani che debutta nel ruolo; Macduff, Banco e Malcolm saranno rispettivamente Matteo Roma, Gianluca Margheri (anche loro al debutto) e Giuseppe Settanni; la Dama di Lady Macbeth sarà Melissa D’Ottavi, scelta fra i candidati alle audizioni svolte negli ultimi anni che hanno portato all’inserimento di nuove voci. Sul podio della FORM-Orchestra Filarmonica Marchigiana Diego Ceretta, classe 1996, al debutto nei teatri della Rete. Regia, scene, costumi e luci sono firmate da Pier Luigi Pizzi, maestro del teatro italiano e artista legatissimo alle Marche e al suo pubblico; il coro è quello del Teatro Ventidio Basso, diretto da Giovanni Farina. Questa prima nuova produzione della Fondazione Rete Lirica delle Marche punta sul rapporto tra grandi maestri e giovani interpreti, nell’ottica di un continuo scambio di insegnamenti e visioni fra il magistero tradizionale teatrale e le spinte innovative dei giovani artisti.

Macbeth è la prima opera di Verdi ispirata a un dramma di Shakespeare che lui considerava “una delle più grandi creazioni umane“. Pietra angolare del catalogo operistico di Verdi, Macbeth contiene non pochi tratti del Verdi futuro, maturo, sperimentale. Il compositore basa la struttura drammatica e i momenti chiave sulla traduzione in prosa della tragedia di Shakespeare firmata nel 1838 da Carlo Rusconi, usata poi da Francesco Maria Piave come punto di partenza per la stesura del libretto. Dall’epistolario con il librettista si scoprono i dettagli cui lavora, verso i quali convince Piave: la “brevità”, la “sublimità” del testo teatrale originale, l’interesse per la “parola scenica”, l’interesse assoluto affinché i cantanti recitino e non si fermino al canto. Per questa nuova produzione si userà la versione del 1865, ma senza i ballabili e senza il coro “Ondine e Silfidi”, con l’obiettivo di realizzare un’edizione il più possibile compatta drammaturgicamente.

Per informazioni e biglietti: 0736 298770 [email protected]


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