ASCOLI PICENO – “La città di Ascoli Piceno presenta disuguaglianze sul piano economico e sociale”.
Così in una nota giunta in redazione il 20 maggio i candidati e le candidate di Ascoli Bene Comune che sostengono il candidato sindaco Emidio Nardini: “Lo ha detto chiaramente il rapporto Caritas presentato a dicembre 2023 da cui risulta che un ascolano su 10 è povero e che, nell’ultimo anno, sono state 1.124 le persone del nostro territorio cittadino che hanno chiesto aiuto. Questo dato stride con il dato di Banca Italia che indica, a fine 2023, depositi bancari e risparmi delle famiglie italiane e marchigiane stabili mentre nel nostro territorio sono in aumento. Ad Ascoli nel complesso la liquidità delle famiglie aumenta ma ci sono sempre più poveri. Sappiamo che nel mondo è lo 0,7% della popolazione a detenere il 41% della ricchezza globale e ciò ad Ascoli risulta evidente come le disponibilità economiche si concentrano nelle mani di pochi mentre il 10% della popolazione è costretta a rivolgersi alla Caritas”.
Nella nota si legge: “La mensa Zarepta in un anno ha offerto 24.017 pranzi e 18.285 colazioni ossia circa 65 pasti e 50 colazioni al giorno e la Caritas ha speso quasi 25.000 euro per sostenere direttamente le famiglie in difficoltà. Ad Ascoli gli stranieri sono circa il 6% della popolazione ma il rapporto Caritas evidenzia che i poveri sono sempre più ascolani e che le donne sono in aumento. Ma chi si occupa di queste persone?  In maggior parte se ne occupa il volontariato con le molteplici iniziative che cercano di compensare un welfare che si dimostra inadeguato tanto che la Fondazione Carisap ha promossi bandi per supportare gli enti del terzo settore nel contrasto alla povertà economica e sociale”.
Le candidate e i candidati di Ascoli Bene Comune concludono: “Non è corretto costringere realtà private o ecclesiastiche a farsi carico delle necessità di sopravvivenza dei cittadini, la loro funzione dovrebbe essere residuale perché l’impegno maggiore dev’essere in capo al settore pubblico. Solo se i servizi di contrasto alla povertà sono laici e pubblicamente gestiti, infatti, si può realizzare appieno il principio sancito dall’articolo 38 della Costituzione: ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale”.

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