ASCOLI PICENO – Nella mattinata del 27 maggio incontro politico nella città delle Cento Torri.

Ospite ad Ascoli, presso la sede del Comitato Nardini sindaco, l’Onorevole Nicola Zingaretti, già segretario nazionale del Partito Democratico.

Il politico laziale ha affrontato diversi temi elogiando il candidato sindaco di Ascoli Piceno, Emidio Nardini, e parlando delle elezioni comunali: “Il Governo sul Pnrr ha impugnato la mannaia contro i Comuni: si scrive spendig review , si legge 250 milioni di tagli per servizi ai cittadini. E, venendo alla domanda, questo lo sanno benissimo i sindaci, gli amministratori locali. Sono stato per tanti anni uno di loro. E mi sembra naturale, in una campagna elettorale che ho scelto di fare casa per casa, strada per strada come ci invitava a fare Enrico Berlinguer, costruire molte iniziative con quel patrimonio che è la classe dirigente territoriale, gli amministratori del Pd. Nardini è uno di loro“.

Zingaretti risponde pure sulla questione del bisogno di un’Europa vicina ai Comuni e agli amministratori: “Cosa c’è di più vicino alle persone dei Comuni? Un’Europa vicino ai Comuni è un Europa vicina ai cittadini. Ma senza tutela e senza allargamento dei diritti individuali e dei diritti sociali non ci potrà essere riconoscibilità dell’Europa. Le persone chiedono protezione, tutela della salute, lavoro, un’istruzione per tutti e di qualità. Ecco l’Europa a trazione progressista. Ho scelto come claim per la mia campagna elettorale ‘Un’Europa più umana’. Ed è ciò che mi piacerebbe vedere affermato nell’aula del Parlamento europeo”.

Nicola Zingaretti spiega il perché della sua candidatura a Bruxelles, in passato è stato anche già eurodeputato: “Elly Schlein mi ha preso per le orecchie e mi ha spinto a ributtarmi nelle mischia. Le sono grato. Questa volta infatti giochiamo la partita decisiva perché il confronto non è tra due idee di Europa ma tra noi che vogliamo cambiarla per renderla più forte e più umana e i nazionalisti che la vogliono distruggere. Per essere ancora più chiaro: da una parte ci siamo noi, il Pd, con l’idea di Europa di David Sassoli, eletto proprio in questa circoscrizione cinque anni fa con un consenso popolare enorme, dall’altra c’è chi ha come amico e alleato l’ungherese Orban”.

L’ex segretario Nazionale Pd auspica il ruolo dell’Europa in un momento in cui focolai di guerra e tensioni nel mondo e ai nostri confini si acutizzano: “L’Europa deve colmare le molte assenze, a cominciare da una più incisiva azione diplomatica e politica per costruire la pace nei teatri di guerra a due passi da noi, per scelte stringenti che tengano insieme le due grandi transizioni del nostro tempo, quella ambientale e quella sociale. Ma, appunto, di fronte a noi, e non solo in Italia, abbiamo una destra che non vuole un’Europa più autorevole, vuole liquidarla. Una destra che ha impedito fino a oggi il dispiegarsi di politiche comuni europee. Ricordo che il partito di Meloni a Strasburgo votò contro il Next Generation EU, cioè contro 270 miliardi di euro per l’Italia che oggi amministra – male – da presidente del consiglio. Dev’essere chiaro: senza Europa, senza una Europa progressista non andremo da nessuna parte. Perché occorrono nuove idee per governare nuove epocali trasformazioni”.

Zingaretti conclude parlando delle vittorie dei nazionalismi sull’idea di europa solidale e vicina ai cittadini che ha portato all’approvazione del Next Generation Eu: “Ricordavo poco sopra il Next Generation EU: 270 miliardi per lavoro, sanità, diritto allo studio, transizione energetica, infrastrutture, innovazione delle imprese, sostegno alle aree interne. La destra agita le paure, enfatizza ostacoli e barriere, alza muri, fa propaganda, ma quando governa non sa, e non vuole, risolvere quei problemi. Il governo Meloni, a un anno e mezzo dalle elezioni del 2022, è la prova di questa totale inadeguatezza. Ecco, sono convinto che sono questi i motivi che, l’8 e il 9 di giugno faranno perdere le destre nazionaliste e isolazioniste”.


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