Il 30 giugno 2025 cade il 60° anniversario della scomparsa di Don Giuseppe Fabiani, storico ed educatore ascolano, Parroco di San Giacomo Apostolo (1897-1965). La Fondazione Don Giuseppe Fabiani assieme alla Parrocchia di San Pietro Martire e all’Associazione Chigghie de San Giacheme lo ricorderanno con una S. Messa che sarà celebrata alle ore 19 del 30 giugno da Don Francesco Guglietta nella Chiesa di San Giacomo Apostolo riaperta di recente dopo i restauri resisi necessari per riparare i danni subiti dal sisma 2016.
La morte di Don Giuseppe Fabiani avvenne nel 1965, dopo lunga malattia. Gli ultimi anni della sua vita furono segnati dal morbo di Parkinson e, a causa del suo manifestarsi, alla fine del 1959 Fabiani aveva dovuto lasciare San Giacomo Apostolo di cui era parroco dal 1927, ritirandosi in casa fra i suoi amati libri. Seguitò a studiare ed a scrivere ancora per qualche anno: nel 1961 pubblicò Artisti del Sei-Settecento in Ascoli, dopo aver deciso di ridurre il campo d’intervento alla sola parte documentale inerente gli artisti dell’epoca, conscio che il progredire dell’infermità gli avrebbe impedito di continuare le ricerche come voleva. Rinunciò così a realizzare Ascoli nel Sei-Settecento ed inserì alcuni scritti riguardanti il secolo XVII in appendice al Volume II di Ascoli nel Cinquecento uscito nel 1959, “cedendo la penna” – così scrisse nella nota di accompagno – a qualche studioso che intendesse scrivere Ascoli nel Seicento. Nel 1962 impostò Ascoli nell’Ottocento collazionando i suoi articoli sull’argomento, effettuò solo qualche correzione ed aggiunse note e prefazione, senza però avere la possibilità di chiuderlo definitivamente, perché gli era ormai difficile tenere la penna in mano. Ci pensò la famiglia a pubblicarlo nel 1967, per il secondo anniversario della sua scomparsa, dopo che la locale Brigata Amici dell’Arte e la Deputazione di Storia Patria delle Marche ne avevano auspicato la stampa in occasione della solenne commemorazione di Fabiani tenutasi il 3 novembre 1966. L’ultimo suo articolo fu pubblicato su Il Nuovo Piceno del 27 marzo 1965 ed aveva per argomento lo storico dell’arte Giulio Cantalamessa. Celebrò messa in casa fino al 18 giugno, anniversario della morte del padre, giorno in cui si trasferì ad Acquaviva di Nerola, sulla Salaria nei pressi di Roma, ospite della casa di riposo per sacerdoti “Regina Pacis”, dove il 30 giugno 1965, di mercoledì, morì per una polmonite fulminante a 68 anni. Il giovedì successivo la salma fu trasferita ad Ascoli in Cattedrale e alle 17,30 di venerdì il vescovo Mons. Marcello Morgante celebrò la messa di suffragio. La stampa dell’epoca lo commemorò subito con una serie di articoli e, in particolare, il suo giornale Il Nuovo Piceno pubblicò nel successivo numero del 10 luglio il ricordo di Don Antonio Rodilossi. In occasione del trigesimo della scomparsa comparvero altri articoli tra i quali si evidenziarono le testimonianze appassionate del giornalista ascolano Benedetto Marini su Il Messaggero e dello storico di Potenza Picena Norberto Mancini su La Voce Adriatica.
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