ASCOLI PICENO – Presentata oggi, 20 gennaio, la Comunità Energetica Rinnovabile (CER) di Ascoli Piceno, un intervento
strategico all’interno del programma di ricostruzione e riparazione economica e sociale
delle aree colpite dal sisma del 2016. Il progetto è stato reso possibile grazie allo
scorrimento della graduatoria disposto con l’Ordinanza PNC 123 e al quadro di regole
specifiche costruito in questi anni dalla Struttura commissariale.
Il Comune di Ascoli Piceno, attraverso un investimento complessivo pari a 9,8 milioni di
euro, potrà attivare un partenariato pubblico-privato, sostenuto da un contributo
pubblico del 40%, finalizzato alla realizzazione di una nuova infrastruttura energetica
diffusa, in grado di produrre benefici ambientali, economici e sociali duraturi per il
territorio.
Nel dettaglio, il progetto prevede la realizzazione di 19 impianti fotovoltaici – 17 da circa
90 kWp e 2 da circa 999 kWp – per una potenza complessiva installata di circa 3.500 kW.
Gli impianti saranno realizzati secondo le linee guida per le Comunità Energetiche
Rinnovabili adottate dalla Struttura commissariale, che hanno definito un modello
dedicato per accelerare e rendere concretamente attuabili gli investimenti energetici nei
territori del sisma.
Il Comune di Ascoli Piceno sarà socio fondatore della CER e potrà consentire l’adesione di
altri enti pubblici, imprese e cittadini come consumatori. I membri della Comunità
potranno beneficiare della condivisione dell’energia prodotta, dei ricavi derivanti dalla
vendita in rete e degli incentivi riconosciuti dal GSE per l’energia rinnovabile condivisa.
Dal punto di vista ambientale, l’intervento contribuirà alla riduzione delle emissioni
climalteranti, al miglioramento della qualità dell’aria e al rafforzamento della sicurezza
energetica locale, in linea con gli obiettivi del PNRR e del Piano Nazionale Complementare
per le aree terremotate.
Il finanziamento del progetto di Ascoli Piceno è il risultato di un lavoro di
riprogrammazione e rimodulazione delle risorse portato avanti dalla Struttura
commissariale, anche a seguito del Decreto CACER, che ha consentito di massimizzare il
numero di interventi finanziabili attraverso l’adeguamento dei massimali di costo e delle
percentuali di cofinanziamento.
«Le Comunità energetiche rinnovabili – dichiara il Commissario straordinario alla
ricostruzione, Guido Castelli – sono uno strumento fondamentale della ricostruzione
moderna: non ci limitiamo a ricostruire edifici, ma costruiamo le condizioni per uno
sviluppo sostenibile, stabile e duraturo. Con la CER di Ascoli Piceno mettiamo al centro
famiglie, imprese ed enti pubblici, offrendo loro energia pulita, costi più stabili e nuove
opportunità economiche. Questo progetto dimostra come la ricostruzione possa diventare
un laboratorio di innovazione. La CER di Ascoli è un modello replicabile, capace di attrarre
risorse private e di restituire ai territori colpiti dal sisma non solo opere ricostruite, ma una
nuova infrastruttura energetica condivisa e sostenibile».
Il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti aggiunge che «Il finanziamento della Comunità
Energetica Rinnovabile di Ascoli Piceno ci permette di avviare un partenariato pubblicoprivato che mette al centro il territorio, le famiglie e le imprese, con benefici economici e
ambientali di lungo periodo. La realizzazione di 19 impianti fotovoltaici consentirà di
produrre energia rinnovabile da mettere a disposizione del territorio, riducendo i costi
energetici e rendendo Ascoli più autonoma, resiliente e proiettata verso un futuro sempre
più green e sostenibile. Il Comune sarà socio fondatore della CER, garantendo un modello
aperto e inclusivo al quale potranno aderire Enti, cittadine o imprese: trasformiamo un
bisogno essenziale come l’energia in un fattore di crescita collettiva».
L’assessore all’ambiente del Comune di Ascoli Attilio Lattanzi sottolinea che «I vantaggi
sono quelli della riduzione delle emissioni e, di conseguenza, una vera lotta al
cambiamento climatico. Da un punto di vista economico ci sono evidenti vantaggi nella
bolletta, che avrà un calo consistente. Dal punto di vista sociale, con queste comunità si
promuove l’indipendenza energetica, si da solidarietà e si da modo ai cittadini di
partecipare a questa innovazione».
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