ARQUATA DEL TRONTO – La Conferenza Regionale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per
il restauro e il risanamento conservativo della Chiesa di San Francesco nella frazione
Borgo di Arquata del Tronto, gravemente danneggiata dal terremoto del
2016/2017. L’intervento prevede un investimento complessivo di 3.798.053 euro.

L’edificio religioso, parte di un antico complesso conventuale francescano fondato
nella seconda metà del XIII secolo lungo la via Salaria, ha subito danni particolarmente
gravi a seguito del terremoto e delle eccezionali nevicate del gennaio 2017, che
provocarono il collasso della copertura e del soffitto ligneo, il crollo parziale del muro
di spina interno e di una porzione della struttura che separa il presbiterio dalla
Cappella Bucciarelli. L’intervento riveste particolare importanza in vista dell’ottavo
centenario della morte del Santo di Assisi. Inoltre, da quest’anno, il 4 ottobre diventa
festa nazionale.

“Si tratta di un intervento molto atteso, che rappresenta un ulteriore tassello nel
percorso di recupero del patrimonio storico, culturale e religioso di Arquata, uno dei
territori più colpiti dal sisma – conferma il commissario straordinario Guido Castelli -.
Il progetto approvato punta al recupero integrale del bene monumentale attraverso
il consolidamento delle strutture superstiti, la ricostruzione delle parti crollate e il
restauro delle finiture storiche e delle opere artistiche presenti all’interno della
chiesa. Ringrazio il Comune, l’Ufficio Speciale Ricostruzione, la Regione guidata dal
presidente Acquaroli ma soprattutto gli arquatani che tanto sono legati a questo
luogo e che attendevano questo passaggio nodale” .

“La Chiesa di San Francesco rappresenta davvero un baluardo importante del nostro
territorio e un monumento di notevole pregio. Al suo interno custodisce preziosi
affreschi e, soprattutto, la presenza di un estratto originale della Sacra Sindone, una
testimonianza di straordinario valore religioso e storico che rende questo luogo
ancora più significativo. Il risanamento e il ripristino della chiesa, con gli interventi
necessari alla sua salvaguardia, rappresentano quindi una notizia importante per
Arquata e per tutta la comunità. Recuperare e proteggere un luogo così ricco di storia
significa preservare la nostra identità e il patrimonio che ci è stato tramandato. E, di
pari passo, è importante procedere anche alla ricostruzione delle abitazioni dell’ex
convento, attraverso una collaborazione tra pubblico e privato. Un progetto
complessivo di recupero potrebbe diventare una bella opera per Arquata:
salvaguardare la Chiesa di San Francesco e il suo patrimonio, valorizzare la presenza
dell’estratto della Sindone e, allo stesso tempo, restituire vita agli spazi dell’ex
convento” dichiara il sindaco Michele Franchi.

Tra gli interventi previsti figurano il ripristino della continuità muraria mediante opere
di consolidamento, la ricostruzione delle porzioni crollate con murature in mattoni
pieni e malta di calce, il recupero delle catene metalliche esistenti, il consolidamento
delle fondazioni tramite cordoli in cemento armato affiancati alle murature
perimetrali, la ricostruzione della copertura con struttura lignea, il recupero del
campanile a vela e il consolidamento degli archi della parete centrale mediante
sistemi innovativi con reti in fibra di acciaio e basalto.

Particolare attenzione sarà riservata anche agli apparati decorativi e agli elementi
storico-artistici conservati all’interno dell’edificio, tra cui l’altare lapideo con il dipinto
attribuito alla scuola di Cola dell’Amatrice, le decorazioni pittoriche superstiti, gli
stucchi e gli elementi lapidei che hanno resistito al terremoto e ai successivi crolli.


Copyright © 2026 Riviera Oggi, riproduzione riservata.