ASCOLI PICENO – Un’altra pesante tegola si è abbattuta sul Piceno e non solo. La Regione Marche ha sospeso improvvisamente, per mancanza di fondi, con una comunicazione emanata solo il 29 marzo, la Cassa Integrazione in Deroga e cioè l’ammortizzatore sociale diretto a quelle aziende, soprattutto del commercio e del terziario in genere, non ammesse alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria.

Pertanto tutte le aziende che hanno fatto ricorso alla Cig in Deroga, da gennaio 2013, vedranno garantite per i loro lavoratori contribuzioni per i soli primi tre mesi, senza dunque avere la certezza della copertura per richieste avanzate per 6 o 12 mesi. E di fatto poi dal mese di aprile sono bloccate tutte le nuove istanze. Di questa incredibile situazione ne dà notizia la Confcommercio, aggiungendo che pur se le responsabilità, trattandosi di risorse, non dovrebbero essere della sola Regione, si è ingenerata una preoccupante situazione che se non verrà immediatamente recuperata, porterà tante imprese della provincia di Ascoli Piceno, che contavano di tirare avanti con la Cig, a chiudere definitivamente le loro attività.

“E’ questa una situazione di stallo che si aggiunge alle tante altre difficoltà e che le imprese del Piceno non possono assolutamente sostenere – ha stigmatizzato il presidente Confcommercio Fausto Calabresi – per cui, auspichiamo una immediata mobilitazione delle istituzioni locali, dei consiglieri regionali del  territorio, nonché delle rappresentanze sindacali. Per quanto ci riguarda invece, abbiamo subito allertato la nostra Confederazione nazionale per intervenire in qualche modo su quel Governo, comunque in carica, per addivenire all’immediata riattivazione dell’indispensabile ammortizzatore sociale.”

“Abbiamo sottoscritto a fine marzo, aggiunge il direttore Giorgio Fiori, accordi sindacali per consentire a diverse nostre imprese, già massacrate dalla criticità dei consumi, di accedere alla Cig in Deroga ed ora si è in fervida attesa degli eventi, con il rischio però, se non ci sarà davvero una forte sollevata di scudi di tutte le forze politiche e sociali, che una volta recuperate le risorse ne vadano a beneficiare, con priorità, le solite regioni del sud tanto da non restare definitivamente più nulla per il Piceno, come se questa provincia non fosse messa peggio di tante località cosiddette depresse”.

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