ASCOLI PICENO – Riceviamo e pubblichiamo un comunicato delle associazioni studentesche Robin Hood e La Fenice.
Sabato sera due rappresentanti alla Consulta Provinciale degli Studenti, iscritti all’Associazione Studentesca “La Fenice”, facente parte della Rete degli Studenti Medi Piceni, hanno ricevuto chiamate e messaggi intimidatori da parte di altri rappresentanti facenti parte del Blocco Studentesco Ascoli Piceno, tra cui lo stesso candidato presidente (a detta del loro movimento) della giovanile di CasaPound, risultato poi perdente al voto democratico in plenaria.
“Sfigato”, “Adesso arriviamo”, “Ti meno”. Queste sono solo alcune delle minacce subite dai due rappresentanti. Colpevoli, presumibilmente, di non aver votato il candidato presidente perdente. I metodi squadristi del fascismo, a loro detta, “del terzo millennio” non ci fanno paura. Noi agiremo sempre a testa alta e in maniera pacifica, senza scendere a tali vigliaccherie.
Ciò dimostra, purtroppo, anche la mancanza di voglia di collaborazione all’interno della Consulta Provinciale degli Studenti da parte di questi rappresentanti che provano quindi a rendere l’unico organo istituzionale degli studenti luogo di minacce e tensioni interne insopportabili e, dunque, a renderlo anche inattivo.
Il fatto è tanto più grave se pensiamo che, a fine 2016, ancora si giunga a certi metodi intimidatori, retaggi d’epoca fascista. Fa pensare a quanto ci sia ancora molto da fare nella società e soprattutto nelle scuole per insegnare la storia, quella vera, senza cadere in facili trappole populiste e di superficialità politica. Cosa che purtroppo tra i giovani accade spesso.
Ovviamente questo non ci scoraggia. Noi continueremo per la nostra strada. Difendendo i diritti degli studenti e difendendo i valori della Resistenza antifascista e dalla Costituzione nata da essa, della non-violenza, della solidarietà e del rispetto dell’altro e del diverso.
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