ASCOLI PICENO – “La riforma della legge fallimentare presenta un nuovo quadro normativo per molti lati positivo. Allo stesso tempo tuttavia è’ prevista la possibile cancellazione della sezione fallimentare del Tribunale di Ascoli Piceno indicandone lo spostamento dei servizi al Tribunale di Ancona. Ai Tribunali italiani con pianta organica al di sotto dei 30 magistrati, questo dice la normativa, verrebbe meno la competenza sia in materia fallimentare sia nelle cause civili e penali ad essa connesse”.

Il gruppo consiliare del Partito Democratico di Ascoli interviene ed esprime un pensiero sulla riforma della legge fallimentare e delle conseguenze sul Tribunale ascolano.

“Oltre a problematiche logistiche per gli operatori di giustizia con inevitabile aumento dei costi per l’utente (trasferte e spostamenti), c’è un concreto rischio che a ciò consegua un intasamento dovuti agli accorpamenti – affermano gli esponenti – A ciò si aggiunge un ulteriore campanello di allarme ovvero l’inadeguatezza degli uffici anconetani a sostenere il nuovo carico lavorativo come dichiarato dalla stessa presidente dell’ordine degli avvocati di Ancona”.

Il Pd di Ascoli aggiunge: “Certo, è impossibile pensare che la strada non sia quella della digitalizzazione del processo ed una sempre maggiore specializzazione del giudice, Ma cambiare non vuol dire cancellare presidi importanti sul territorio. Quello di Ascoli non è un grande Tribunale e come molti presenta della criticità ma e’ impensabile risolverle sopprimendo una delle sue sezioni – dichiara – Se da una parte vi sono strumenti di fondamentale importanza come l’Area di Crisi Complessa e la Zona Franca Sarebbe un errore diminuire i servizi come quello del Tribunale Fallimentare.  Intorno a quest’ultimo gravitano importanti realtà di consulenza che vedrebbero intaccato il loro operato”.

I democratici ascolani lanciano un appello: “L’invito che facciamo è quello di portare avanti un’azione di sensibilizzazione che coinvolga categorie economiche e professionali accompagnate dalla filiera istituzionale non solo a livello locale ma anche e soprattutto a livello nazionale affinché possano essere prese le dovute correzioni tenendo conto di nuovi parametri di incidenza della presenza di imprese sui territori”.

“Dal canto nostro, il Pd è pronto a presentare un atto consiliare a difesa della città e del territorio piceno tutto in sinergia con le altre forze politiche che lo riterranno opportuno” conclude il gruppo consiliare.

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