ARQUATA DEL TRONTO – A un anno di distanza dal terremoto di ottobre 2016, Lo Stato delle Cose pubblica un articolato reportage su ogni frazione del comune di Arquata del Tronto, che può essere visionato qui http://www.lostatodellecose.com/portfolios/arquata-del-tronto-un-anno-terremoto/

L’intento del progetto, promosso e realizzato dall’Associazione culturale senza fini di lucro La Camera del Tempo con il Patrocinio del Comune di L’Aquila, è quello di raccontare attraverso le immagini i territori distrutti dal sisma, con uno sguardo profondo e simbiotico.

Le fotografie e i testi del reportage sono a cura di Giancarlo Malandra, fotografo professionista, che si è già confrontato con altri progetti del doposisma di L’Aquila, tra cui “3.32, i segni del terremoto” e “La città negata”.

Lo Stato delle Cose punta l’attenzione su territori complessi dal punto di vista morfologico, che rimangono spesso indietro nella sintesi mediatica. Il progetto è quello di mantenere alta l’attenzione e far conoscere la reale situazione post sisma.

La narrazione del fotografo Giancarlo Malandra, con la collaborazione dell’arquatana Maria Luisa Fiori, membro del comitato Con Arquata, Per Arquata, raccoglie e cattura con delicatezza e consapevolezza lo stato di emergenza, ancora presente nel territorio.

Il prezioso lavoro di documentazione è una cronaca reale sulla distruzione dei paesi che esistevano prima del terremoto e le nuove aree SAE, temporanee e unico spiraglio di vita, tra cumuli di macerie e attività commerciali che faticano a ripartire.

Nelle fotografie di Giancarlo di Malandra si respira un religioso rispetto per il dolore delle persone che hanno perduto ogni cosa, la sensibilità e la cura con le quali il fotografo racconta paesi come Pescara del Tronto, che non risorgerà là dov’era, Arquata, il capoluogo ridotto a polvere e macerie, e tutte le frazioni fatte a pezzi, in cui però si riesce a cogliere un brandello di storia, qualcosa che si è salvato, un’identità da cui ripartire.

“Attraverso i reportage di Giancarlo Malandra ad Arquata – evidenzia il curatore dello Stato delle cose, il giornalista Antonio Di Giacomo – abbiamo documentato uno scenario di transizione, rappresentando anche le fasi di demolizione di un territorio che inevitabilmente non potrà purtroppo più essere lo stesso”.

Oltre Arquata del Tronto il lavoro documentario dello Stato delle cose continua nel Centro Italia –  http://www.lostatodellecose.com/terremoto-centro-italia/ – e soprattutto nel cratere dimenticato delle Marche dove, in collaborazione con Terre in Moto Marche (https://terreinmotomarche.blogspot.it/), decine di fotografi stanno portando avanti un racconto in profondità dei paesi feriti dal sisma, “nell’intento di tentare di restituire – conclude Di Giacomo – le dimensioni della portata del terremoto e di sostenere dunque la loro ricostruzione necessaria e indispensabile mostrando lo stato in cui versano”.

 

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