APPIGNANO DEL TRONTO – Di seguito una nota del sindaco di Appignano del Tronto Sara Moreschini in merito alla discarica di Relluce.

La Ascoli Servizi comunali ha richiesto una “variante al piano di sorveglianza e controllo” per quanto riguarda la discarica di Relluce. La ditta che tra l’altro è una partecipata del comune di Ascoli Piceno e quindi un ente pubblico, afferma che il sito non è inquinato e che i superamenti riscontrati dei valori limite soglia di concentrazione nelle acque sotterranee di alcuni elementi, ad esempio: Ferro pari a 2800 ug/l valore limite 200 ug/l;- Manganese pari a 2091 ug/l valore limite 50 ug/l;- Solfati pari a 8355 ug/l valore limite 250 ug/l;- Nichel pari a 79,9 ug/l valore limite 20 ug/l, sono solo una caratteristica propria dei terreni locali.

Come se i versanti delle colline di Appignano del Tronto avessero le caratteristiche di terreni extraterrestri, strane meteoriti cadute a confine fra Appignano e Ascoli milioni di anni fa, che hanno cambiato le caratteristiche chimiche dei terreni rendendole di fatto inquinate naturalmente e non per causa altrui.

Peccato per loro che gli atti che decretano l’inquinamento delle acque superficiali e profonde non sono scomparsi e ne sono decine, peccato per loro che quegli atti tanto erano gravi che hanno addirittura fatto si che venissero ritirate le autorizzazioni a loro stessi per conferire i rifiuti in discarica.

Come se non bastasse, continuano a dire che non ci sono frane e che gli inclinometri si sono rotti perché posizionati in posti errati, e certo, sono stati posti in zone ove ci sono movimenti franosi causati in modo reiterato dalla loro mala-gestione trentennale.

I reati ambientali sono penali, e chi deve pagare, pagherà!

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