ASCOLI PICENO – Una storia all’italiana, secondo qualcuno. Secondo altri, è certo una storia all’italiana, ma in senso buono. A distanza di quasi un anno dai fatti che andremo ad approfondire, il bicchiere può essere mezzo pieno o mezzo vuoto, anche se rimane nella testa una domanda: “Perché?“.

Stiamo parlando dei lavori di realizzazione di una paratia di pali a valle delle vasche 3 e 4 della discarica di Relluce, ad Ascoli, per un valore complessivo di euro 895.192,07 più Iva come base. L’appalto di Ascoli Servizi Comunali, a seguito di regolare bando di gara, fu vinto dalla ditta Appalti e Costruzioni Civili Srl di Pontelandolfo, in provincia di Benevento, con un ribasso del 29,541% sull’importo dei lavori, pari a 638.691,49 euro più Iva. Ma dopo questa aggiudicazione e prima della firma del contratto, Ascoli Servizi ha proposto all’azienda vincente la revoca dell’aggiudicazione della gara, riconoscendole una somma di 45 mila euro. E i lavori, invece, sono stati assegnati alla fine alla Lupi Vincenzo Srl di San Benedetto per euro 370 mila più Iva: se si aggiungono i 45 mila euro pagati alla Appalti e Costruzioni Civili, si arriva ad un ribasso ben superiore al 50%.

Ben 268 mila euro in meno della vincente tra 315 proposte pervenute in precedenza, al netto dei 45 mila euro.

Tutto bene alla fine, dunque? Sì, per le casse di Ascoli Servizi: e per molti questo è quello che conta. Ma intanto, dopo una interrogazione del consigliere comunale Massimo Tamburri, del M5S, lo scorso mese di agosto, sulla vicenda sono arrivate anche delle segnalazioni all’Autorità Nazionale Anti-Corruzione (Anac) da parte del sindaco di Appignano del Tronto, Sara Moreschini: “Ne abbiamo fatte due: dopo la prima, l’Anac ci ha chiesto ulteriori informazioni e le abbiamo fornite” spiega il primo cittadino.

Certo, se anche il bicchiere fosse mezzo pieno con il risparmio ottenuto affidandosi, dopo una “indagine di mercato” alla Lupi Vincenzo Srl, restano i 45 mila euro che, in caso di diversa procedura, si sarebbero risparmiati.

Ma vediamo meglio come sono andate le cose.

IL PROGETTO

Il 12 gennaio 2018 il Consiglio di Amministrazione di Ascoli Servizi Comunali approvava il progetto esecutivo dei lavori, redatto, a quanto riferisce Luigino Censori, dall’ingegner Marco Sciarra (progettista e direttore dei lavori) con l’ingegner Sergio Ciampolillo coordinatore della sicurezza (Sciarra è anche direttore tecnico di Ascoli Servizi Comunali oltre della sorella Picenambiente).

Così il 16 gennaio veniva diffuso un avviso esplorativo, ed entro il termine fissato del 1° febbraio 2018 giungevano 317 manifestazione di interesse di cui 315 ammissibili alla fase di sorteggio. Il 7 febbraio si procedeva all’estrazione a sorte dei 15 operatori economici da invitare alla successiva fase della procedura negoziata.

Le ditte sorteggiate erano le seguenti: 1. Spinelli & Mannocchi Srl (Perugia) 2. Carcone Arc Giuseppe Srl Minturino (Lt); 3. Appalti e Costruzioni Civili Srl Pontelandolfo (Bn); 4. Anese Srl Sagittaria (Ve); 5. Gheller Srl Solagna (Vi); 6. Consorzio Stabile F2B Roma; 7. Brunelli Placido Franco Srl Roverè Veronese (Vr); 8. I.CO.STRA Srl (Genova) 9. Luongo Pasqualino Cervinara (Av) 10. Costruzioni Minchiello Srl Casalnuovo (Fg) 11. Cifolelli Edilizia Srl (Roma); 12. Brenelli Costruzioni Srl Prata di Pordenone (Pn) 13. Papa Nicola Srl (Mc) 14. Edil Asfalti Srl Citta Sant’Angelo (Pe) 15. Tullio Edil Calcestruzzi Balsorano (Aq).

Alcune di queste imprese non hanno fatto poi pervenire la loro offerta nei tempi necessari, e tra le 12 ditte rimanenti veniva scelta l’offerta di Appalti e Costruzioni Civili Srl.

Attenzione, però: come da normativa, venivano escluse, sulla base delle offerte ricevute tra le 12 imprese rimanenti, quelle che presentavano ribassi superiori alla soglia di anomalia che era stata fissata nel 31,00430%.

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PERCHE’ APPALTI E COSTRUZIONI CIVILI SRL NON HA ESEGUITO I LAVORI Secondo il presidente di Ascoli Servizi, Andrea Zambrini, nel frattempo si era deciso di approfondire la situazione e ci si è affidati ad una consulenza della ditta Lothar Srl, “la quale ci ha redatto un documento motivato e complesso di quasi 40 pagine” che è stato alla base per la revoca dell’incarico alla Appalti e Costruzioni Civili Srl.

Nella risposta all’interrogazione comunale di Massimo Tamburri, scritta da Zambrini il 24 luglio 2018, si legge infatti: “Con delibera del Consiglio di Amministrazione nella seduta del 5 aprile in virtù del parere trasmesso dal dottor Calzoni (amministratore delegato di Lothar, ndr), così come previsto dall’articolo 17 comma 6 del decreto legislativo 175/2016 “esimente Appalti“, si è proceduto a revocare l’intero procedimento di gara all’impresa Appalti e Costruzioni Civili Srl, riconoscendo un indennizzo forfettario e comprensivo di ogni pretesa o diritto che la stessa potrebbe far valere in sede giudiziaria”.

Nel successivo mese di aprile dunque “si è provveduto ad eseguire una indagine di mercato sia per la fornitura dei materiali nonché per l’esecuzione dei lavori, che sono stati affidati successivamente alla ditta Lupi Vincenzo Srl”.

I 45 MILA EURO Questo è stato l’importo necessario da versare per Appalti e Costruzioni Civili Srl per consentirle “di aderire alla revoca dell’aggiudicazione e alla rinuncia ad ogni relativa pretesa o diritto da far valere in sede giudiziale“.

UN SUPER-RIBASSO DI LUPI VINCENZO SRL “Il costo complessivo dei lavori, pressoché ultimati” scriveva Zambrini nel luglio 2018, “e comprensivo dell’indennizzo riconosciuto alla ditta aggiudicataria”, e quindi i 45 mila euro versati ad Appalti e Costruzioni Civili Srl, “è quantificato in euro 415 mila” più Iva. Tolti i 45 mila euro, praticamente 370 mila euro a fronte di una base d’asta di 895 mila. Un ribasso del 59% se si escludono, appunto, i 45 mila euro.

Una cifra che è poco più della metà di quella offerta dall’azienda che si è aggiudicata il bando alla cifra di  638.691,49 euro. Afferma Zambrini: “Il bando è stato fatto a norma di legge, nel frattempo avevamo chiesto un parere motivato e complesso allo studio Lothar Srl sulla base del quale, da una serie di indicatori e normative, abbiamo potuto usufruire dell’esimente dagli appalti pubblici e condurre una serie di trattative e richieste di vari preventivi sulla base dell’oggetto della gara e andare alla soluzione più economica possibile“.

“Il fatto che nella gara vi sia una percentuale oltre la quale i ribassi vengono giudicati eccessivi” aggiunge Zambrini “fa parte appunto della normativa relativa agli appalti pubblici. Diversa è l’assegnazione di un incarico al di fuori di quella fattispecie giuridica, che è una trattativa privata“. Questo giustifica anche il fatto che la Lupi Vincenzo Srl non è nelle 15 aziende sorteggiate (non sappiamo se avesse fatto pervenire la propria disponibilità tra le 315 imprese che avevano inviato la propria manifestazione di interesse).

Inoltre una volta ottenuta l’esimente dagli appalti pubblici, sulla base del parere motivato e complesso, Ascoli Servizi Comunali non è tenuta a rispettare i vincoli degli appalti pubblici, come ad esempio l’obbligo di indire bandi di gara per valori oltre i 40 mila euro.

Nonostante i 45 mila euro possano essere visti come denaro pubblico non speso bene, anche con questo aggravio il risparmio è di 223 mila euro sull’offerta beneventana. “Vi sono state spese straordinarie per imprevisti al massimo di 7-8 mila euro”, precisa Luigino Censori. Certo, c’è da aggiungere: perché si fa un bando e poi un’indagine di mercato che va a smentire quello che si è realizzato nel bando?

Perplessità che hanno provocato le segnalazione all’Anac di Sara Moreschini, anche se Ascoli Servizi Comunali, a fronte di un procedimento che quanto meno desta curiosità per i passaggi inusuali, dalla sua può vantare appunto un risparmio economico considerevole grazie all’assegnazione dei lavori, da Appalti e Costruzioni Civili Srl di Pontelandolfo, a Lupi Vincenzo Srl di San Benedetto.

 


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