ASCOLI PICENO – Proseguono le nostre domande ai candidati sindaci di Ascoli Piceno; a rispondere su Ospedale di Vallata e sanità regionale è Massimo Tamburri, candidato del Movimento 5 Stelle.

Siete d’accordo con la decisione (non vincolante) della Conferenza dei Sindaci di realizzare un Ospedale di Primo Livello a Spinetoli e due ospedali di base a San Benedetto ed Ascoli?


“Assolutamente no. Solo pensarlo è fuori dal mondo, e soprattutto lontano dalle esigenze dei cittadini. Per antonomasia un ospedale deve sorgere dove c’è la maggior densità di popolazione e dove le infrastrutture e i collegamenti possano essere il più funzionali possibili. Spinetoli non risponde a questi requisiti. Il Mazzoni è situato in una posizione corretta per questi parametri, il nosocomio di San Benedetto del Tronto no.

Servono perciò due ospedali, uno ad Ascoli Piceno, potenziato e ristrutturato e uno nuovo sulla costa che sostituisca l’esistente, ormai non più funzionale. È necessario uno studio preliminare che possa in maniera omogenea e ben programmata, con il supporto dei professionisti che vivono tutti i giorni la sanità, differenziare i due nosocomi rispetto a ciò che concerne l’offerta sanitaria che deve essere potenziata sia nelle specialistiche per le patologie tempo-dipendenti che in quelle ordinarie.

Va previsto un potenziamento serio del territorio periferico con le case della salute, anche con le piattaforme delle eliambulanze. Ma soprattutto in questo caso è necessaria una programmazione e una serie di misure che tengano in considerazione le esigenze differenziate del territorio piceno e dei suoi cittadini”.

Nel caso questa fosse la decisione della Regione, come vi comportereste?
“Questa decisione della Regione sarebbe solo politica, visto che non tiene conto delle reali esigenze della nostra provincia. Del resto è una proposta che nasce senza uno studio serio alle spalle, senza un piano sanitario aggiornato.

Nel caso il PD arrivi a una scelta tanto scellerata, la nostra azione politica sarà di bloccare in ogni modo questa imposizione al territorio, anche e soprattutto attraverso l’interessamento del Ministero della Salute, che ricordiamo è gestito da un ministro M5s. I cittadini saranno sicuramente una risorsa importante per impedire quella che sarebbe una vergogna, a loro va data voce anche tramite un referendum.

Ma già potranno esprimere il loro “apprezzamento” per questa scelta del PD alle prossime comunali. Ricordiamo anche che nel 2015 erano tutti d’accordo sull’ospedale unico, anche il centro-destra, tranne noi del Movimento. Basta rivedersi il consiglio comunale aperto sulla sanità di quell’anno. Il centro-destra non è realmente contrario, vuole solo un affare migliore. Purtroppo, siamo l’unica certezza, anche su questo argomento”.

Nel caso il presidio del Mazzoni restasse come oggi, in che modo pensate debba essere organizzata la sanità su scala provinciale o regionale?
“L’azienda autonoma sarebbe il primo passo, mentre sull’organizzazione si deve prevedere un potenziamento della rete territoriale, con due nosocomi e case della salute, il tutto nell’ottica di una rete assistenziale che funzioni per il paziente.

Il personale sanitario va considerato come patrimonio indispensabile e va incentivato nel renderlo partecipe dei processi decisionali. Per fare un esempio: una persona che deve sottoporsi ad un esame diagnostico piuttosto che a una visita programmata, non deve necessariamente recarsi in ospedale ma deve avere sul territorio poli multivalenti dove poter effettuare le indagini strumentali e le visite di base o specialistiche.

Deve essere fortemente rivista la questione assistenziale sul territorio per la gestione dei percorsi geriatrici, oncologici, materno-infantili e delle dipendenze patologiche. Quando amministreremo Ascoli forniremo alcuni servizi anche nei “quartieri”, con una serie di progetti pensato e organizzati dal nostro assessore Amedeo Pancotti, primario oncologo”.


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