ANCONA – Sembrava un Partito Di Occupazione, a leggere gli Sms che il deputato del Pdl Remigio Ceroni, sindaco del paesino di Rapagnano, nel Fermano, ha girato ad amici e aderenti al Pdl berlusconiano nella tarda serata di domenica: “Non accetto di essere candidato, ai primi sei posti della lista per Camera e Senato c’è un solo marchigiano”.

Un terremoto per un Pdl che sta tentando a fatica di recuperare attraverso la massiccia presenza di Berlusconi nelle televisioni nazionali. Una specie di “colpo di Stato” a livello regionale, con una rappresentanza che con le Marche ha poco a che fare.

E se anche Silvio è impelagato in questioni anche più rilevanti, come il caso di Nicola Cosentino, la questione marchigiana è esplosa con tanto fragore da costringerlo a convocare con urgenza, nella notte, Remigio Ceroni a Roma, dove è avvenuto l’incontro che ha riportato sui suoi passi il sindaco di Rapagnano. Quelle poche righe scritte su Facebook erano un macigno: “Rinuncio alla candidatura in una posizione eleggibile nella lista del Pdl. Lascio la politica, non posso permettere che nei primi sei posti fra Camera e Senato ci sia un solo marchigiano. Non accetto che le Marche vengano massacrate in questo modo! La nostra dignità non ha prezzo”.

Ceroni sarà in seconda posizione, dietro al capolista che è proprio lui, Silvio Berlusconi.

A farne le spese, il senatore uscente , 52 anni di Fabriano e titolare dell’azienda Elica, che ha rinunciato al secondo posto nella lista per lasciar spazio a Ceroni: “In questi anni in Parlamento ho dato il massimo, se ne uscirò sarà a testa alta”.

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