ASCOLI PICENO – Una vicenda, quella della ex Sgl Carbon, che provoca lacerazioni su una ferita non ancora rimarginata. Dalla sua definitiva dismissione nel 2007 ad oggi, tante parole sono state spese, ma poche azioni messe in atto. Tanti i politici che hanno portato sul tavolo delle grandi problematiche idee e accorati impegni per cauterizzare un sito industriale che, del notevole profitto, ha lasciato altrettanta sofferenza tra le famiglie ascolane che hanno subito perdite a causa degli agenti inquinanti. A distanza di oltre trent’anni dai primi rilevamenti dell’allora Usl 24, continua la sua azione inquinante mettendo a rischio anche oggi la salute pubblica. La parola amianto ritorna a fare paura, ritorna a occupare le pagine di cronaca di questi ultimi giorni con una “mise en place” determinata a far riaccendere i riflettori sui propositi di bonifica del sito ex carbon per la tutela della salute dei cittadini.

Una lettera del dirigente Asur del Servizio Igiene e Sanità Pubblica (SISP), dott. Amadio, impazza sul web tra la minoranza del consiglio comunale e tra il sindaco Guido Castelli e il dirigente SISP si innesca un contraddittorio: “La nota del dott. Amadio mi disorienta e mette a repentaglio la possibilità che io possa sovraintendere alla tutela della salute pubblica perché pone una nuova opzione rispetto alla procedura approvata alla Conferenza dei servizi”.

Con l’amministrazione Castelli, nel 2013 sono stati predisposti i primi interventi di bonifica e di monitoraggio da parte di tutti gli enti preposti alla salvaguardia ambientale e della salute dei cittadini. La concreta attuazione di una messa in sicurezza dei manufatti in fibrocemento contenenti amianto da parte della ditta Restart, proprietaria del sito, non è così sollecita come richiesto sia dalle ordinanze sindacali che dai monitoraggi di Arpam e Asur.

Una vicenda tormentata tra risolute richieste del Comune, lungaggini burocratiche della ditta Restart e incisive note di sopralluoghi tecnici fino a giungere alla “Conferenza dei Servizi” del 29 ottobre 2015 con la presentazione del P.O.B. (Progetto Operativo di Bonifica) con il quale la ditta Restart procederà alla bonifica del sito previa, entro il termine massimo di 60gg (scadenza 20/01/2016), trasmissione di integrazioni progettuali a completamento di quanto richiesto dalle valutazioni tecniche dell’Asur.

Ma un sopralluogo effettuato in data 21 dicembre 2015 da parte dei tecnici del servizio igiene e sanità pubblica rimette in discussione l’iter avviato con la conferenza dei servizi. Il verbale inviato alla Procura della Repubblica evidenzia la pericolosità del sito a seguito di parziali crolli delle strutture in fibrocemento contenente amianto con la dispersione delle fibre di amianto. Viene quindi fatta richiesta di rimuovere in tempi strettissimi i materiali in fibrocemento.

In data 13 gennaio si apre un altro capitolo su questo sito inquinato con uno scambio di raccomandate tra il dirigente Asur, dottor Amadio, e il sindaco Guido Castelli, entrambi tutori della salute pubblica. Entrambi risoluti nelle loro posizioni:

“…visto il verbale ispettivo del 21/12/2015, – scrive il dottor Amadio – la rimozione dei m.c.a. (materiali contenenti amianto) dal sito ex Sgl Carbon non sono tutt’ora stati rimossi, si significa che la situazione di pericolo relativo alla liberazione di fibre di amianto ha superato anche il tempo massimo previsto dalla valutazione Arpam di Pesaro . Avendo preso atto del fatto che la ditta Restart ha inteso inserire la rimozione amianto nel Piano Operativo di Bonifica (P.O.B.) del sito inquinato, il sindaco vorrà ordinare in via alternativa, l’immediato inizio dei lavori previsti e qualora ciò non avvenisse per disattesa da parte dei soggetti obbligati sarà necessario che provveda l’amministrazione comunale…”.

La corrispondenza del sindaco si focalizza sulla dimostrazione dell’effettivo impegno da parte della ditta Restart con la presentazione del POB completo di integrazioni così come stabilito nella conferenza dei servizi: “ Nel mentre il POB fa la sua strada, – asserisce il sindaco Guido Castelli – arriva a definizione, e il sindaco confida nel fatto che l’opinione dell’Asur sia quella evidenziata nella conferenza di servizi, arriva questa lettera che io non capisco. L’Asur cambia opinione rispetto alla conferenza di servizi? Denuncia e modifica la propria opinione?”

A porre fine a questo impasse arriva la lettera firmata dal dott. Amadio con la quale approva il piano operativo di bonifica della ditta Restart mantenendo così inalterate le procedure di intervento sul sito esposte alla conferenza dei servizi.
Cui prodest?

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