ARQUATA DEL TRONTO – Daniela Caruso è titolare di un negozio di alimentari a Borgo e risiedeva a Pretare.

Non ha più la casa agibile, aperta totalmente su più lati dopo i sisma di agosto e ottobre 2016, Abitava lì con suo figlio Diego, non ha potuto recuperare quasi nulla.

Il suo negozio a Borgo ha avuto la stessa sorte, non è più agibile. Aveva molta merce all’interno, ma non è riuscita a riprendere e portare via niente. Le perdite economiche sono state ingenti, affrontare una situazione così impervia senza casa e lavoro sta diventando fonte di preoccupazione.

Nonostante il dramma, Daniela Caruso ha voglia di ricominciare, di ripartire, di tornare a vivere e a lavorare. La necessità di guardare al futuro con fiducia sbiadisce con la lentezza che vede intorno a sè. Per una donna indipendente come lei, abituata al lavoro, passare la giornate in un albergo al mare sta diventando monotono e senza prospettive.

Hai intenzione di riaprire la sua attività?

” Vorrei ritornare a lavorare nel mio negozio di alimentari, a Borgo. Mi manca il contatto con la gente, occuparmi di tutte quelle azioni quotidiane che riempivano il mio tempo”.

Cosa ti aspetti dalle istituzioni?

 “Sarebbe opportuno che le istituzioni velocizzassero i tempi. Prima potremmo tornare nei nostri territori, prima riapriremo le attività riconsegnando nuova linfa vitale ad Arquata”.

Aiuti ricevuti? 

“Avendo la struttura del negozio inagibile dal 24 agosto, non ho lavoro. Non ho avuto nessun aiuto concreto dallo Stato, solo da un’associazione privata. Con l’approvazione del decreto, sembrava ci fossero dei soldi stanziati per le attività, ma dopo quattro mesi non ho ricevuto nessuna comunicazione in merito”.

Daniela Caruso appartiene a quella categoria di commercianti che desidera tornare ad Arquata ed esige risposte dalle istituzioni.

 

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