SPINETOLI – Un museo, una mostra e un centro studi permanente sulla Shoah a Spinetoli. Sono queste le prospettive per il territorio scaturite al termine del secondo convegno internazionale sul tema “Dall’orrore della Shoah alla solidarietà dei popoli” organizzato dall’istituto scolastico “G.Mazzocchi”.

La proposta avanzata dai due relatori israeliani presenti al convegno (la professoressa Idit Pery, storica della Shoah, e il dottor Amnon Smoshkovitz, medico e studioso della medicina nel periodo nazista) è stata condivisa dall’istituto scolastico ascolano e ha trovato l’entusiasta adesione del Sindaco di Spinetoli Alessandro Luciani, che ha immediatamente individuato gli spazi necessari per ospitare l’iniziativa.

“Vogliamo costruire un articolato polo culturale all’interno delle mura di Spinetoli –ha spiegato Luciani– che potrebbe mettere in sinergia storia, cultura, arte ed enogastronomia. Una proposta a 360 gradi che richiamerebbe nella nostra città un importante flusso di visitatori”.

Il progetto vanterà la collaborazione di diversi soggetti: l’Istituto provinciale per la storia del movimento di liberazione nelle Marche e dell’età contemporanea (Isml) di Ascoli, il Comune di Spinetoli, la Provincia di Ascoli e il contributo della Fondazione Carisap e della Fainplast.

Nella due giorni di lavori il professor Francesco Lotoro, riconosciuto a livello mondiale come il maggiore esperto di musica scritta da detenuti nei lager, ha fatto risalire il seme della nascita del concetto di Europa Unita ai rapporti instauratisi tra i musicisti all’interno dei campi di concentramento. “Se l’Europa politica nasce a Ventotene, quella degli uomini è creata dai musicisti nei lager”.

Ricordo e responsabilità sono stati invece al centro dell’intervento del prof. Antonio D’Isidoro che ha auspicato “dopo Ventotene un nuovo manifesto per l’Europa questa volta scritto dai giovani”. E rivolgendosi ai ragazzi presenti li ha invitati a prendere posizione. “È il tempo in cui bisogna anche essere contro – ha commentato D’Isidoro – altrimenti il vuoto rischia di far emergere i lati peggiori dell’uomo. Il ricordo deve guardare non solo al male per evitare che si ripeta, ma anche alla grandezza del bene”.

La professoressa Pery, ricordando che gli italiani, nonostante fossero alleati dei tedeschi hanno aiutato gli ebrei in fuga, ha precisato che “nei momenti della verità in cui ogni individuo, anche il più semplice, deve scegliere in moltissimi hanno scelto la propria coscienza”.

E il professor Costantino Di Sante, direttore dell’Isml, ha aggiunto che anche “i vertici militari italiani nella ex Jugoslavia si rifiutarono di consegnare gli ebrei ai tedeschi nonostante le specifiche disposizioni ricevute.

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