RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

L’organizzatore di Misto Misto, e precedentemente anche di Anghiò a San Benedetto, ha ritenuto doveroso e opportuno fare alcune precisazioni rispetto a quanto scritto domenica scorsa sulle pagine locali di un quotidiano cartaceo bolognese. Eccole:

“In merito a Fritto Misto ritengo opportuna la diffusione di alcune precisazioni: il contributo di 41.815,53 euro non è stato assegnato a Fritto Misto nel 2017, si tratta infatti di una somma erogata ai sensi della Legge Regionale 5 del 2003 alla cooperativa Fritto Misto Lab che nulla ha a che fare con l’evento. Il contributo deliberato nel 2013, quindi dalla giunta Spacca, viene concesso dal 2003 a decine di cooperative sulla base di una graduatoria. Il malignamente definito “un regalo di battesimo” concesso nel 2007 alla Tuber Communications, è un contributo derivante dalla medesima legge regionale del 2003 e quindi erogato a tante altre cooperative delle Marche previa selezione attraverso appositi bandi. Precisato quanto sopra l’articolo perde di sostanza e ciò che rimane palesa l’obiettivo di screditare la mia persona essendo infarcito di affermazioni, peraltro distanti dal sobrio linguaggio giornalistico, tipo “Fritto Misto naviga nell’oro” oppure “qua si mangia”. Ipotesi rafforzata dalla associazione tra
Fritto Misto e Anghiò che, anche per un profano, si evidenziano come due eventi diversi che hanno obiettivi diversi, bilanci diversi e spese diverse. Mi lascia altresì sbigottito il paragone, assolutamente improprio, tra Fritto Misto e la Quintana perché quest’ultima è una rievocazione storica che viene finanziata dal servizio attività culturali che nulla ha a che vedere, nei bilanci degli Enti, con l’ enogastronomia. Fritto Misto è nato nel 2005, e non quest’anno, proprio dalla volontà della Regione Marche di investire sulla promozione della città di Ascoli Piceno attraverso l’enogastronomia di qualità . La Regione Marche partecipa ed ha sempre partecipato a Fritto Misto, quest’anno mediante uno stand di 50 metri quadrati in cui venivano divulgati i bandi del Piano di Sviluppo Rurale, fornite informazioni sulle misure, promosso degustazioni gratuite di vini e altri prodotti agricoli. Inoltre fritto Misto ha ospitato due convegni della Regione sul recente riconoscimento dell’ Igp dell’olio delle Marche e sulle filiere corte. Infine per conto della Regione è stato allestito uno
spazio di 200 metri quadrati, in Piazza del Popolo, che ha ospitato gratuitamente aziende di prodotti tipici ed associazioni turistiche dell’area del cratere per dare un contributo significativo alla ripartenza delle zone terremotate tramite le loro eccellenze. Tutto questo per ben 10 giorni consecutivi, una bella vetrina e inoltre la prima iniziativa organizzata nel cratere dopo i bui giorni del terremoto.
Fritto Misto è stato ideato per attrarre turisti in un periodo di bassa stagione e nel tempo è diventato un evento di risonanza nazionale che sicuramente contribuisce alla valorizzazione della città di Ascoli, del territorio piceno e alimenta un indotto che ne trae notevoli benefici economici indiretti.
Detto questo rimane ben poco della roboante polemica, forse solo la curiosità di controllare il reddito della cooperativa che organizza Fritto Misto e poiché i bilanci delle cooperative sono pubblici, chiunque può informarsi.

Un’ultima amara considerazione: mi auguro che non succeda per Fritto Misto ciò che è accaduto per Anghiò perché di paesi e città pronti a ospitare una kermesse diventata negli anni la seconda manifestazione enogastronomica più importante delle Marche per numero di visitatori ce ne sono tanti”

Stefano Greco

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