ASCOLI PICENO – Gaetano Petrelli, subentrato quest’anno a Gilberto Vallesi nel ruolo di preparatore dei portieri del Picchio, si è presentato ai media: “Ringrazio per questa possibilità l’Ascoli Picchio dal Presidente Bellini all’Amministratore Cardinaletti fino al DS Giaretta e ai tecnici Fiorin e Maresca; è stata un’opportunità nata quando il mio collega Vallesi, col quale mi scuso pubblicamente per non averlo ancora chiamato, si è trasferito in un altro club.”

“Sono contento della scelta fatta perché approdo in una Società seria e collaudata in cui si può portare avanti un buon lavoro. Sono arrivato in un team molto affiatato, che sembra collabori insieme da una vita e di questo va dato grande merito a Fiorin e Maresca che hanno creato una grande sinergia fra tutte le componenti. Al mattino abbiamo una gran voglia di arrivare al Picchio Village, in tutti dai calciatori allo staff c’è davvero il piacere di stare insieme”.

Petrelli ha parlato anche dei tre portieri Lanni, Ragni e Venditti: “Lanni non lo scopro certo io, è un portiere che in B è consolidato, ha fatto molto bene nelle stagioni passate e lo scorso anno ha raggiunto l’apice delle sue performance. La totale disponibilità e la voglia di migliorarsi che lo contraddistinguono sono una garanzia. Siamo molto contenti di lui. L’errore col Novara? E’ stato di natura tecnica, come capita di farne a tutti i giocatori del mondo; sarebbe stato più grave un errore di concetto. C’è chi ha detto che la sua defezione fosse legata al cambio di preparatore: può anche darsi che nel periodo in cui ha vissuto il passaggio da un preparatore a un altro abbia accusato qualche lieve problemino, ma per un portiere di livello come lui è riduttivo pensare che la performance possa risentirne per questo, anche perché l’impronta di un nuovo allenatore non è certo immediata. Sicuramente col mio avvento abbiamo cambiato metodologia di lavoro, il Mister predilige la costruzione del gioco dal basso, quindi il portiere è coinvolto moltissimo e stiamo lavorando sull’aspetto tattico, che non è di immediata assimilazione. In pratica finora  i nostri portieri erano abituati a spaziare su un raggio d’azione molto limitato, invece oggi le loro distanze si sono allungate. Lanni è un ragazzo serio, sempre disponibile e ultimamente lo vedo molto cambiato, è sempre sorridente, sta vivendo questa settimana veramente molto bene”.

Su Ragni e Venditti: “Dei tre portieri è Ragni quello che mi ha sorpreso di più, ha una grandissima carica agonistica; sia caratterialmente che per forza e tecnica mi ha colpito molto; è un portiere di ottima levatura e, se un giorno per mille motivi l’Ascoli dovesse fare a meno di Ivan, Ragni potrebbe sostituirlo. Venditti dei tre è il più giovane, sta facendo il suo percorso, ha delle qualità che sta esprimendo e altre che deve migliorare; è molto interessato e appassionato al suo lavoro. Il gruppo di portieri che ho trovato è molto coeso, Lanni e Ragni hanno un bellissimo rapporto nonostante ricoprano lo stesso ruolo”.

Ancora su Lanni: “Quando sono arrivato qui lo conoscevo come portiere, ma ho letto sul web alcuni luoghi comuni su di lui, come ad esempio il fatto che sia più bravo fra i pali che nelle uscite. Non esiste un portiere che non sappia fare le uscite alte, che non dipendono dalla capacità o dalla gestualità, ma dall’equazione spazio/tempo. Ad esempio stiamo lavorando molto sul cambio di posizione di partenza in occasione dei calci d’angolo. La palla impiega meno di un secondo e mezzo a percorrere il tratto dal corner all’area piccola, quindi il portiere non può far altro che posizionarsi a 2,5 m dalla linea di porta se il cross è a rientrare  o a 3,5 m se il cross è a uscire. Stiamo lavorando molto su questo”.

Il nuovo metodo di gioco dei tecnici Fiorin e Maresca coinvolge molto i portieri: “Abbiamo una coppia di allenatori veramente all’avanguardia, utilizzano una metodologia di lavoro ultra moderna e spesso Lanni si allena col resto del gruppo proprio perché è parte integrante della costruzione del gioco. E’ fondamentale che, oltre al lavoro con me, si alleni anche coi compagni del reparto difensivo”.

Petrelli, docente di Tecnica del portiere presso la scuola di Coverciano, è un sostenitore della sparapalloni, che ha introdotto anche nell’allenamento dell’Ascoli: “Non tutti gli allenatori di portieri condividono l’uso di questo attrezzo  e devo dire che ci si può allenare benissimo anche senza; personalmente lo ritengo uno strumento fondamentale soprattutto nella fase di addestramento e per questo ne consiglio l’utilizzo fin dal settore giovanile; aiuta molto a creare situazioni reali che si verificano in partita e quindi lo adotto in tutte le mie esperienze lavorative”.

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