ASCOLI PICENO – Il sindaco di Ascoli, Guido Castelli, era presente il 13 novembre (fra i numerosi primi cittadini, anche del Piceno) alla Camera dei Deputati a Montecitorio per parlare di varie questioni che interessano i Comuni nel convegno ‘Le Città del Futuro’.

Castelli ha voluto commentare la giornata trascorsa nella Capitale: “Oggi sono con molti altri sindaci alla Camera dei Deputati. La Presidente della massima assemblea parlamentare italiana ci ha invitati per esporre esperienze e problemi. Pur ringraziando per il graditissimo invito, in questa occasione è necessario ricordare all’Onorevole Boldrini che sul 2018 dei comuni italiani si addensano nubi molto minacciose. Siamo già stremati da 11 mld di tagli ma, se il Parlamento non ci metterà le mani, i sindaci subiranno un’ altra testata in faccia dal Governo per l’importo di un miliardo tondo tondo”.

“600 milioni in meno per l’adeguamento (sacrosanto) dei contratti del nostro personale, 350 milioni in meno per l’aumento dei nostri obblighi di accantonamento sui crediti deteriorati, un’altra cinquantina saranno detratti dai bilanci per via della perequazione – prosegue il sindaco ascolano – Tutto ció in un Italia in cui le città già boccheggiano, in cui la burocrazia inibisce ogni slancio amministrativo e in cui l’insofferenza globale infligge tormenti quotidiani a chi rappresenta, agli occhi del cittadino, non solo la città, ma tutto il sistema pubblico”.

Guido Castelli aggiunge: “In questa Italia, per non fiaccare quello che lo stesso Presidente Mattarella ha definito il tessuto connettivo del Paese, è necessario che il Parlamento, se c’è, batta un colpo. Battere un colpo significa assumersi l’onere, nel corso dell’ormai prossima discussione parlamentare sugli emendamenti alla legge di bilancio, di modificare quelle norme che alimentano gli incubi di ogni sindaco italiano – conclude il sindaco di Ascoli – L’Anci ha presentato le proposte. Ora spetta al Parlamento dimostrare se l’invito di oggi è frutto di mera cortesia oppure se finalmente i deputati italiani intendono ridare vita all’art.5 della nostra Costituzione. Quello sulle autonomie locali, il più negletto degli ultimi 5 anni”.

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