SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sulla vicenda dell’aggressione ad uno studente di 17 anni fuori dall’Itis Mazzocchi, riportiamo di seguito la posizione di Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti del Piceno.

E’ di queste ore la notizia dell’aggressione avvenuta all’Istituto Tecnologico “Mazzocchi” di Ascoli: un esponente di un’organizzazione giovanile neofascista ha picchiato uno studente, la cui unica colpa era quella di essere stato recentemente eletto nel consiglio di Istituto e di non condividere l’aberrante idea politica dell’aggressore.

Esprimendo innanzitutto la più forte solidarietà nei confronti del ragazzo vittima dell’aggressione, noi Giovani Comunisti del Piceno e militanti di Rifondazione Comunista intendiamo sottolineare la gravità del gesto commesso da questo novello picchiatore, che non può essere derubricato a semplice zuffa fra ragazzi né ad episodio occasionale ed isolato.

E’ infatti ormai chiaro come nel nostro territorio, così come nel resto del Paese, si vada sempre più diffondendo una cultura che preveda l’uso “politico” della violenza ad opera di coloro che si richiamano ad un passato criminale: pestaggi, aggressioni ed intimidazioni verbali e fisiche si ripetono con sempre maggiore frequenza, anche davanti alle scuole.

Di fronte a questa marea nera, coloro che si richiamano ai valori dell’antifascismo e della democrazia non possono che opporsi decisamente ad essa, poiché questa aggressione ci mostra, una volta di più, come in pericolo ci sia persino la libertà di esprimere la propria opinione senza correre il rischio di essere malmenati. In conclusione, facciamo notare come la violenza neofascista si sia verificata a pochi giorni dalla manifestazione contro “l’immigrazione di massa” svoltasi a Spinetoli domenica scorsa, durante le quale rappresentanti delle istituzioni locali ed esponenti del Pd hanno sfilato fianco a fianco con attivisti dell’estrema destra.
Tutto ciò è per noi intollerabile: in un momento di pericolosa riemersione delle idee fasciste è necessario prendere le distanze da coloro che vorrebbero farci ripiombare in un incubo di repressione e violenza. E’ dovere di tutti sapersi “scegliere la parte”, senza ambiguità né opportunismi.
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