ANCONA – “Forti dubbi “sulle premesse numeriche che accompagnano il Piano di controllo per il cinghiale 2018-2023 presentato dalla Regione Marche, Coldiretti Marche si riserva di esaminare accuratamente il documento che è stato presentato questa mattina, 22 marzo, dall’assessore Pieroni e dalla dirigente del Servizio Caccia, Loredana Borraccini ai responsabili degli Ambiti territoriali di caccia, alle Associazioni venatorie e alle associazioni agricole.

“Il Piano – sottolinea Coldiretti – nello stimare il numero di cinghiali prende in considerazione solo i territori gestiti dagli Atc, ma non le aree protette, serve assolutamente un’azione di coordinamento se si vuole realmente ridimensionare il problema. Per quanto riguarda i dati, basti pensare che la consistenza di cinghiali stimata su base regionale (chi e sulla base di cosa) per il 2017 è quantificata in 8.200 ungulati con un prelievo pari a 11.019 capi. Un Piano quinquennale per dare linee risolutive per quella che è una vera e propria emergenza deve partire da dati certi altrimenti rischia di prevedere azioni non coerenti e di conseguenza di non raggiungere l’obiettivo che si è prefissato”.

Per Coldiretti, dunque, la mobilitazione continua: “Il Piano è uno strumento importante, ma deve essere snello, applicabile per essere efficace. Al di là degli enunciati abbiamo ribadito che nella prevista implementazione di attività da conferire agli Atc, la cabina di regia deve averla la Regione, non accettiamo nessuna delega di responsabilità, inoltre è necessario che vengano previste contestualmente all’approvazione del Piano adeguate azioni sanzionatorie per chi non rispetta le regole/compiti assegnati. Infine riteniamo dovuto il previsto coinvolgimento degli agricoltori nel contribuire a debellare i problemi legati alla fauna selvatica, ritenendo però necessaria una rivisitazione della proposta”.

“Parteciperemo – continua Coldiretti – anche all’incontro di martedì 27 per discutere del regolamento unico dei danni da fauna selvatica, al termine ci riuniremo per ragionare su quanto ci è stato proposto. Continueremo a lavorare come sempre a difesa degli agricoltori, ma al momento, a differenza di altre associazione di categoria che annunciavano ‘importanti risultati’, non possiamo ritenerci soddisfatti, perché fatti e azioni sono ancora di là da venire”.

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