MALTIGNANO – Sul caso Uniproject e Maltignano ecco la voce del consigliere regionale Peppe Giorgini (M5S). Qui la sua nota stampa.

Uniproject, rigettata la richiesta di Autorizzazione Integrata Ambientale

“Apprendiamo a mezzo stampa che proprio in questi giorni la Uniproject, nota azienda picena di trattamento di rifiuti industriali pericolosi e non, incontri ancora una volta qualche difficoltà nel reperire le autorizzazioni necessarie alla prosecuzione delle proprie attività. Poiché la soluzione giusta su tutto il pianeta Terra, meno che in Italia, molto spesso è la più semplice ma anche la meno praticata, vogliamo portare a conoscenza la cittadinanza del fatto che almeno il Movimento 5 Stelle, avendone la possibilità, avrebbe come sempre preso la strada più semplice e che va sempre nella direzione del bene comune: un’azienda che lavora in concessione da un ente pubblico (Piceno Consind) deve rispettare in maniera ferrea le leggi, specie se ha a che fare con materiali e attività pericolose che possono coinvolgere in maniera importante la vita dei cittadini.

Alla notizia che l’ARPAM abbia finalmente fatto sentire la propria voce solo ora, discostandosi probabilmente dalle pericolose interferenze di matrice politica, su una situazione che si trascina da anni, appare quantomeno sorprendente. Chiunque abiti nelle vicinanze registra uno storico di esalazioni, rumori, miasmi, indegni di un paese civile, insomma una situazione oltre il limite della sopportazione, anche in considerazione del fatto che non si è mai preparati al peggio e ci sono migliaia di persone costrette a convivere con la paura di una catastrofe ambientale.

Ora, provare a buttare la palla in tribuna spostando la questione tecnica, ancora una volta e per l’ennesima volta, su un tavolo politico è ai limiti della presa in giro: il depuratore deve tornare immediatamente alla CIIP cosi si risolverebbero tutti i problemi degli insopportabili miasmi che da lustri tormentano le popolazioni di Maltignano, Castel Di lama e Villa Sant’Antonio, e la gestione dell’impianto di trattamento rifiuti deve tornare al Piceno Consind visto anche che parecchi soldi per la messa in sicurezza provengono proprio da quelle parti. E parliamo di soldi pubblici, soldi dei cittadini.

Sono anni che il Movimento Cinque Stelle in ogni modo e con tutte le armi a propria disposizione chiede il ripristino della legalità amministrativa, per una giusta prosecuzione delle attività dell’impianto di trattamento di rifiuti in un’area così complessa e delicata, e nell’interesse delle persone che lavorano negli impianti.

Dopo aver inviato da tempo tutto il dossier al nostro Ministro Costa, ora chiederemo che l’impianto venga ripreso dal Piceno Consind e che venga eliminata la possibilità del trattamento dei rifiuti speciali, poiché situato in una zona estremamente fragile dal punto di vista ambientale.

Il primo passo verso il ritorno alla gestione pubblica è un atto da compiere nel più breve tempo possibile: se chi ha potere decisionale sulla questione non darà segni di voler aprire una fase nuova e possibile, dove finalmente lavoro e ambiente non siano parole in contrapposizione, lo faremo certamente noi.”


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