ASCOLI PICENO – Cosa c’entrano il Palazzo Raffaello di Ancona, Palazzo Rossini di Ancona, la Soi (Sala Operativa Integrata della Protezione Civile) Pesaro, la Soi Fermo, un ulteriore edificio di via Sanzio sempre ad Ancona, con i fondi per il terremoto?

Approfondiamo meglio il tema della delibera 1738 del 17 dicembre 2018, ricondotta alle cronache regionali con il ping pong di dichiarazioni prima della deputata del M5s Patrizia Terzoni (clicca qui e qui) e poi con le risposte, in serie, di esponenti della giunta regionale: l’assessore al Turismo Moreno Pieroni poi il presidente Luca Ceriscioli infine l’assessore al Bilancio Manuela Bora.

Giustificazioni, spiegazioni. Che però non colgono l’elemento essenziale. I fondi destinati all’area del cratere andavano spesi nell’area del cratere. Anche perché frutto di una collaborazione solidale da parte delle altre regioni italiane e da un ulteriore stanziamento dell’Unione Europea apposito. Fuori dall’area del cratere andavano spesi i fondi ordinari.

Passi il giustificazionismo degli interventi negli ospedali (non solo il Torrette), come presidi di area anche per le zone terremotate, come spiega Bora. Ma passi perché la maglia è larga. A rigor di logica questo intervento non avrebbe ragione di esistere e andrà spiegato per bene dalla giunta regionale quale manina o intelligenza ha pensato di inserire le due parole “zone limitrofe” per spalmare parte dei 243 milioni di euro del Por Fesr fin sulla costa settentrionale marchigiana.

Perché, se pure facessimo nostra la logica dell’assessore Bora riguardo gli ospedali e le sale operative della Protezione Civile di Pesaro e Fermo come interventi di area vasta e non cittadina, difficilmente riusciremmo a comprendere perché destinare ben 9 milioni concentrati nella zona dei palazzi della Regione Marche. In totale 11 milioni di euro (almeno?) in opere pubbliche che andavano investiti nell’area del cratere, stop.

E capire chi e come abbia invece deciso diversamente sarà elemento di interesse e di assunzione di responsabilità politica o, almeno, di verità e trasparenza.

L’oggetto della delibera infatti è (o era) inequivocabile: “Eventi sismici e di efficientamento energetico: Por Fesr 2014-2020. Approvazione interventi relativi alle schede di attuazione dell’Asse 8: prevenzione sismica e idrogeologica, miglioramento dell’efficienza energetica e sostegno alla ripresa socio-economica delle aree colpite dal sisma“. All’interno dell’Asse 8, quindi sempre, geograficamente, “nelle aree colpite dal sisma”, erano finanziati delle sotto-misure quali “25.1 .5 “Interventi di efficienza energetica negli edifici pubblici o di Società partecipate pubbliche ­Edifici pubblici strategici”, e 28. 1.5 “Interventi di natura strutturale, e opere strettamente connesse, di adeguamento o miglioramento sismico negli edifici pubblici o di Società partecipate pubbliche – Edifici pubblici strategici“.

Di seguito gli interventi su cui non abbiamo un chiaro riferimento all’area del cratere oggetto dell’Asse 8.

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Dalla pagina della Regione Marche leggiamo anche in che modo sono stati ripartiti i 243 milioni di euro aggiuntivi:

Riguardo all’Asse 8, è la stessa Regione Marche che scrive quanto segue:

In seguito al sisma che ha colpito le Marche nel 2016, l’Unione Europea ha messo a disposizione dei territori colpiti maggiori risorse per oltre 400 milioni di euro. Il Por Fesr Marche (Fondo europeo di sviluppo regionale) 2014 – 2020 può contare su 248 milioni aggiuntivi, di cui 124 milioni di cofinanziamento statale, destinati a sostenere il percorso di ricostruzione economico – sociale, oltre ad interventi di prevenzione sismica, idrogeologica e di miglioramento dell’efficienza energetica. Ulteriori 160 milioni provengono dalla riprogrammazione solidale delle risorse dei (Psr) Programmi di sviluppo rurale di tutte le regioni italiane per offrire un aiuto concreto alle aziende agricole.

Nel dettaglio, le nuove risorse Fesr vengono rese disponibili attraverso una nuova programmazione del Por in un ulteriore asse prioritario che si aggiunge ai 7 precedenti: Asse 8 “Prevenzione sismica e idrogeologica, il miglioramento dell’efficienza energetica e il sostegno alla ripresa socioeconomica delle aree colpite dal sisma”.

Con l’obiettivo di contribuire al ritorno delle condizioni socio-economiche precedenti al sisma, l’Asse 8 mette in campo una serie di misure e azioni differenziate ma strettamente connesse, per offrire risposte integrate a problemi complessi e strettamente legati alla zona del cratere. 

In particolare i nuovi finanziamenti europei servono a sostenere progetti finalizzati a: 

  • rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione
    • promuovere la competitività delle piccole e medie imprese, del settore agricolo e del settore della pesca e dell’acquacoltura
    • sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori
    • promuovere l’adattamento al cambiamento climatico, la prevenzione e la gestione dei rischi
  • preservare e tutelare l’ambiente e promuovere l’uso efficiente delle risorse.

Sarebbe stato il caso rispettare la destinazione iniziale dell’Unione Europea e delle altre Regioni italiane, no?


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