ROCCAFLUVIONE – Una storia lunga quasi 37 anni che sta giungendo, finalmente, ad un lieto e giusto fine.

Il 2 agosto 1982 dalla chiesa  Santa Maria a Corte di  Roccafluvione, nell’Ascolano nella frazione Valcinante, viene rubata una statua raffigurante la Madonna in trono con Bambino.

Nel 2017 i Carabinieri del  Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Ancona, insieme ai colleghi di Roma la individuano, seppur pesantemente modificata ,  in un catalogo di una case d’aste di Genova. La scultura viene sequestrata presso l’abitazione di un collezionista del Ravennate e dopo l’iter giudiziario viene restituita alla comunità di Valcinante.

Nel settembre 2017 grande festa all’arrivo della Madonna nel piccolo borgo, dove la chiesa danneggiata dal sisma viene messa in sicurezza anche per rendere onore alla venerata statua che torna alla comunità dopo circa 35 anni. Alcuni abitanti stentano a riconoscerla perché nel tempo la preziosa opera è stata pesantemente modificata. Bisognava riportarla allo stato primitivo e cioè allo stesso stato in cui si trovava prima che  meschine mani ignote l’avevano rubata sottraendola al culto della gente che l’aveva venerata per secoli.

Da qui nasce una catena virtuosa, dove vengono coinvolti vari soggetti: la  Soprintendenza A.B.A.P. di Ancona nella persona dello storico dell’arte competente per quel territorio a Pierluigi Moriconi, l’Arcidiocesi di Fermo proprietaria dell’opera e la professoressa Francesca Pappagallo dell’Accademia Belle Arti di Macerata e coordinatrice dell’Istituto Restauro delle Marche di Montecassiano.

La Madonna di Valcinante parte alla volta del piccolo centro del Maceratese, infatti   viene inserita in un percorso didattico del prestigioso Istituto di Montecassiano. Al capezzale della stessa gli allievi prossimi  al diploma accademico di secondo livello che di fatto abilita  all’esercizio della professione di Restauratore di Beni Culturali.

In particolare si occupa del restauro della Madonna di Valcinante, Caterina Soliani che realizza la propria tesi sul restauro della Madonna di Valcinante.

Nelle fasi dell’attività  è stato accertato che la statua è stata realizzata assemblando elementi lignei strutturali e scolpiti ad ampie parti di tela plasmata. La Madonna prima del restauro  presentava alcuni danni indiscutibilmente prodotti dai ladri che per renderla meno identificabile hanno raschiato via la data di esecuzione presente sul gradino del trono, dove in numeri romani si leggeva 1544, inoltre  la materia pittorica originale era stata ricoperta con pesanti strati di ridipintura.

Il lavoro tuttavia non si può considerare concluso infatti gli allievi-restauratori sotto il controllo degli insegnanti e la supervisione della Soprintendenza, stanno  riportando alla luce il colore originale che si conserva in discrete condizioni e inoltre sono state scoperte ricche decorazioni dorate che stanno pian piano ricomparendo. Terminati tutti i lavori la Madonna con il suo Bambino ritornerà definitivamente nel luogo dove è stata per secoli venerata.


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