MONTEMONACO – Una grande festa a Montemonaco, un segnale anche del difficile ritorno alla normalità dopo il sisma del 2016. “E’ bello aver partecipato prima ad una manifestazione popolare e attrattiva di una località come la Sagra della Castagna e poi riaprire una chiesa ristrutturata dopo il sisma che racchiude la storia di chi vive in questi posti. I primi provvedimenti realizzati dalla cabina di regia nazionale sono stati quelli di finanziare nell’ordine le scuole, le strade e le chiese perché tra le prime cose si è voluto mettere proprio quelle che fanno comunità. Le chiese sono punti di riferimento fondamentali perché a fianco della ricostruzione materiale abbiamo quella più importante che è quella spirituale. Ogni volta che si restituisce ad un paese uno spazio come questo significa ritrovare la propria identità e speranza”.

Così il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli accolto dal sindaco di Montemonaco Francesca Grilli, ha partecipato nel centro storico della cittadina allo svolgimento della Sagra Mercato della Castagna e successivamente al taglio del nastro della chiesa di San Biagio.

Dopo la benedizione del Vescovo Monsignor Carlo Bresciani, l’ingegnere Benedetta Marcozzi ha illustrato l’intervento realizzato nella chiesa con la riparazione completa delle murature e l’installazione di piastre in acciaio e tiranti sugli archi della chiesa. Un meccanismo che in futuro evita un possibile collasso strutturale in caso di sisma.

La Sagra Mercato della Castagna, invece, come tutti gli anni, nell’ultima domenica di ottobre prende il via per promuovere e far conoscere a tutti la bontà dei marroni attraverso l’allestimento di caratteristici stands gastronomici per gustare tante leccornie: castagnaccio, tronchetto, ravioli fritti e spiedini di castagne. Montemonaco paesino immerso nella valle dell’Aso oggi non nasconde le cicatrici del sisma, ma le sa portare “alla marchigiana” con tanta dignità e con sempre tanta voglia e bisogno di voltare pagina.

Nel territorio vi sono diverse zone con castagneti secolari in un ambiente puro ed incontaminato, un fattore congeniale al loro sviluppo biologico. Si ottengono così marroni sostanziosi ad aroma spiccato, di buon sapore zuccherino, con polpa soda ma non legnosa e facili da sbucciare. Questi marroni nostrani sono da non confondere con varietà a frutto molto grosso sia di origine estera che nazionale ottenuta da ibridi tra il castagno europeo e quello giapponese.


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