ASCOLI PICENO – Il 5 agosto scorso i festeggiamenti nel capoluogo per il Patrono terminarono, purtroppo, con un fatto estremamente violento.

Ad Ascoli erano da poco conclusi i fuochi d’artificio in onore di Sant’Emidio e alle prime ore del 6 agosto un giovane studente veniva brutalmente aggredito per futili motivi da almeno cinque persone con pugni e calci che comportavano serie lesioni al volto e al capo  che richiedevano ricovero e intervento chirurgico maxillo-facciale con una prognosi ancora in corso di valutazione per i postumi di almeno 40 giorni e con rischi di conseguenze più gravi.

Le indagini immediatamente attivate dai Carabinieri della Stazione di Ascoli Piceno venivano dirette dalla Procura ascolana in coordinamento con quella per i Minorenni di Ancona.

All’esito di una complessa serie di indagini e accertamenti effettuati con accuratezza dai Carabinieri (sentendo numerose persone, visionando le immagini delle telecamere di sorveglianza, effettuando perquisizioni e sequestri e riscontri incrociati sui tabulati telefonici e sui telefoni cellulari) si giungeva alla identificazione di tre maggiorenni e due minorenni come i responsabili della aggressione e alla ricostruzione dei fatti.

In esecuzione di provvedimento di custodia cautelare agli arresti domiciliari emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta della Procura di Ascoli i tre giovani maggiorenni sono stati arrestati dai Carabinieri della Stazione di Ascoli Piceno per i reati di lesioni aggravate in concorso: sui tre soggetti in questione erano e sono in corso altre indagini in relazione ad altre  aggressioni verificatesi negli ultimi mesi nella città delle Cento Torri e a San Benedetto del Tronto.

Per uno di loro è stata contestualmente eseguita altra misura cautelare per possesso di armi e ricettazione: era stato arrestato dai Carabinieri di Ascoli Piceno pochi giorni fa per una rapina ai danni di una anziana signora e al momento delle nuove misure cautelari si trovava già ristretto agli arresti domiciliari in una struttura di cura.

Nel corso delle indagini è emerso che uno degli arrestati (n.d.r. il soggetto fermato per possesso armi, ricettazione e rapina) avrebbe utilizzato nel pestaggio anche una catena che in effetti è stata ritrovata a seguito di successiva perquisizione domiciliare delegata dalla Procura, unitamente ad un fucile che teneva occultato sotto il proprio letto, risultato provento di furto in abitazione ai danni di un ascolano. Un altro protagonista dell’aggressione è indagato anche per tentata violenza privata aggravata poiché, immediatamente dopo i gravi fatti, intimidì alcuni testimoni minacciandoli di ritorsioni se avessero parlato.

“La misura cautelare restrittiva nei confronti dei tre è risultata necessaria ed urgente – si legge in una nota diffusa dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Ascoli – per una particolare pericolosità sociale degli arrestati, protagonisti di una vera e propria escalation criminale. L’operato dei Carabinieri sul territorio provinciale continuerà in maniera sempre più vigorosa attraverso mirati controlli soprattutto nei luoghi più frequentati, sempre pronti ad intervenire in caso di necessità dei cittadini la cui collaborazione, come dimostra anche il caso odierno, è fondamentale per raggiungere immediati risultati. Tutti i cittadini pertanto invitati a chiamare subito il 112, ovvero recarsi  personalmente in caserma per esporre denunce o soprusi di ogni genere”.

 


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