ASCOLI PICENO – Protesta la Filcams Cgil per i ritardi nel versamento della cassa integrazione alle lavoratrici del settore della ristorazione scolastica, interrotta praticamente da fine febbraio a seguito della sospensione delle lezioni scolastiche a causa del coronavirus.

“La Segreteria provinciale della Filcams Cgil Ascoli Piceno denuncia la situazione in cui si trovano le lavoratrici della ristorazione scolastica. Queste lavoratrici ogni giorno si occupano di pasti dei nostri figli – si legge nella nota – Le 9 settimane di ammortizzatore sociale Fis Covid 19 per loro stanno scadendo ed a tutt’oggi non sanno quale sarà il loro futuro”.

“Nella nostra provincia in tre tra i principali centri urbani della provincia si sta verificando anche una ulteriore incresciosa situazione: due aziende di respiro nazionale, sebbene ben solide, non intendono andare incontro alle esigenze di queste lavoratrici” scrive la Cgil secondo cui “la Vivenda spa che gestisce gli appalti delle mense scolastiche dei Comuni di Ascoli Piceno e di Monteprandone non anticiperà l’importo dell’ammortizzatore sociale mentre la All Food spa che gestisce l’appalto della mensa scolastica del Comune di Folignano anticiperà solo per il primo mese”.

“Nel resto d’Italia molte aziende di pari dimensione hanno fatto la scelta anticipare l’importo del’ammortizzatore sociale. A questo si aggiunge la particolare tipologia del rapporto di lavoro di queste lavoratrici: il part time verticale che viene sospeso alla fine dell’anno scolastico e riprende con l’inizio di quello successivo, senza nemmeno la possibilità di accedere alla indennità di disoccupazione Naspi” scrive il sindacato attraverso il segretario generale Luana Agostini.

“Chiediamo all’Inps di fare presto ad erogare gli importo del Fis e ai Comuni interessati e a tutte le istituzioni di intervenire presso queste aziende che svolgono per loro conto un servizio di pubblica utilità per l’intera collettività. Chiediamo a tutte le istituzioni di sollecitare il Governo a trovare al pù presto una soluzione per queste lavoratrici” termina la nota.


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