ANCONA – Continuiamo ad interessarci al Fiera Covid Hospital di Civitanova, la struttura in fase di realizzazione decisa dalla Regione Marche. Al momento stiamo dedicando una domanda al giorno al tema, indirizzata al presidente Luca Ceriscioli e all’ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, incaricato dell’opera. 

Ci aiuta il dottor Claudio Maria Maffei, ex direttore dell’Inrca, il quale ha compilato la lettera seguente che riteniamo – ancora una volta – meritevole di lettura e riflessione. Al termine dell’articolo i link agli articoli con le nostre precedenti domande.

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La scelta della Regione Marche: rete destrutturata delle terapie intensive pubbliche e legittimazione del Fiera Hospital. Non so più come dirlo: lasciargliela fare è una enorme responsabilità di sistema. 

Uno (sottolineo: uno) dei punti della strategia del contenimento del rischio Covid-19 è quello di un adeguamento della rete delle terapie intensive dentro un adeguamento della rete degli ospedali. La Regione Marche questo adeguamento non lo ha fatto e non lo sta facendo

A dire che serve un adeguamento della rete delle terapie intensive dentro un adeguamento della rete degli ospedali oltre ai tecnici seri sono anche le norme. Prendiamo l’ultimo Decreto Salva Italia in corso di approvazione e disponibile in bozza nella versione circolata.

Leggiamo gli articoli 3 e 4 che stralcio nei punti che ci interessano. All’articolo 3 si dice che la situazione di emergenza dovuta alla diffusione del Covid-19 richieda l’attuazione nel territorio regionale e provinciale di un piano (in attuazione della circolare del Ministero della salute prot. GAB 2627 in data 1° marzo 2020) al fine di incrementare la dotazione dei posti letto in terapia intensiva e nelle unità operative di pneumologia e di malattie infettive. 

All’articolo 4 si dice che le Regioni potranno attivare, anche in deroga ai requisiti autorizzativi e di accreditamento, aree sanitarie anche temporanee sia all’interno che all’esterno di strutture di ricovero, cura, accoglienza e assistenza, pubbliche e private, o di altri luoghi idonei, per la gestione dell’emergenza Covid-19, fino al termine dello stato di emergenza. I requisiti di accreditamento non si applicheranno alle strutture di ricovero e cura per la durata dello stato di emergenza. Le opere edilizie strettamente necessarie a rendere le strutture idonee all’accoglienza e alla assistenza possono essere eseguite in deroga alle disposizioni. E per questo viene autorizzata una spesa di 50 milioni. 

Cosa dice la circolare in questione del 1° marzo? Dice che a livello regionale nel minor tempo possibile andava attivato un aumento delle disponibilità di posti letto (isolati e allestiti con la dotazione necessaria per il supporto ventilatorio) del 100% per le unità operative di pneumologia e malattie infettive e del 50% di quelli di terapia intensiva. Per farlo potevano essere utilizzate tutte le strutture pubbliche e private accreditate. La Regione non ha mai formalizzato la rete di posti letto di terapia intensiva che si è attivata “spontaneamente” (vedi la DGR 320/2020), ma in compenso ha formalizzato la struttura temporanea di Civitanova Marche con la Delibera di Giunta Regionale 415/2020

Adesso la Regione deve fare quello che non ha fatto prima e quindi rendere esplicita la “nuova” rete delle terapie intensive decidendo le strutture da coinvolgere e il numero dei posti letto da assegnare ad ognuna delle terapie intensive in aggiunta a quelli disponibili “di base”. Sono evidenti le conseguenze di questa scelta sul piano del riconoscimento del ruolo complessivo di ciascun ospedale, in termini di risorse umane e strumentali da assegnare, in termini di impatto in ciascuna struttura delle soluzioni strutturali da adottare per l’incremento riconosciuto di posti letto. 

Lo scrivo in rosso così si capisce: la Regione Marche non sta lavorando alla rete delle terapie intensive dei suoi ospedali e sta investendo in una struttura temporanea che non sarà mai autorizzabile al di fuori di una emergenza epidemiologica che si sta esaurendo almeno nella sua fase “attiva”.

Sono stato chiaro? 

PS Il personale che si sta cercando per il Fiera Hospital perché non lo si da in più alle Terapie Intensive vere in cui ci sono ormai solo pazienti gravi e operatori sfiniti? 

Scusate Ceriscioli e Bertolaso: ma 1150 ricoverati, entrerebbero tutti al Fiera Covid Hospital?

Fiera Hospital, Maffei: “Vicenda sempre più pericolosa. La Regione ripassi il suo manuale”

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