OFFIDA – Il Piceno si è svegliato questa mattina, 15 giugno, con una triste notizia che ha scosso molte comunità.

Parliamo del fermo eseguito dai carabinieri del Comando Provinciale di Ascoli, arrestato un infermiere residente lungo la costa picena, accusato di otto decessi sospetti alla Rsa di Offida e per altri quattro tentativi. Morti causate da abuso di farmaci secondo l’inchiesta eseguita dalle Forze dell’Ordine.

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Decessi alla Rsa di Offida, arrestato infermiere: “È accusato per 8 morti sospette e 4 tentativi”

Fatti avvenuti tra il gennaio 2017 e il febbraio 2019, nei  periodi in cui l’infermiere in questione prestava servizio presso la Rsa offidana.

Dalla Procura di Ascoli affermano: “Sono state contestate le  ulteriori aggravanti dell’aver commesso i fatti con mezzi insidiosi (ripetute somministrazioni  indebite di farmaci promazina, insulina, anticoagulanti per dosi e/o tipologia non previsti e controindicati al fine di causare i decessi), e con abuso dei poteri e violazione dei doveri inerenti  la funzione di infermiere che espletava. A fondamento della misura cautelare sono stati ritenuti acquisiti gravi indizi di colpevolezza e sono state ravvisate esigenze cautelari, ma naturalmente si attendono le fasi processuali ulteriori  per tutte le verifiche e i riscontri dovuti”.

La Procura di Ascoli dichiara: “L’indagine ha preso avvio nel settembre 2018 grazie ad una operatrice socio sanitaria in servizio presso la Rsa di Offida che dopo aver cercato di esternare i suoi sospetti ad altro personale sanitario e ad alcuni suoi superiori senza trovare ascolto, si rivolgeva ai carabinieri della Stazione  di Offida i quali non sottovalutavano la segnalazione, la coordinavano con alcune lamentele da parte dei familiari degli ospiti e interloquivano immediatamente con la Procura per gli eventuali approfondimenti”.

Gli inquirenti proseguono: “Si verificavano subito preliminarmente, richiedendo la collaborazione della U.O. di Medicina Legale ASUR Ascoli Piceno gli indici di  mortalità delle tre Rsa della provincia ottenendo dati preoccupanti in relazione ad un deciso picco di mortalità presso la struttura offidana negli anni 2017 e 2018 (oltre il doppio dei decessi  rispetto alle altre due strutture). Questo dato imponeva approfondimenti e venivano subito delegate indagini al Nucleo Investigativo dei carabinieri di Ascoli Piceno in collaborazione con il Norm della Compagnia  Carabinieri di San Benedetto e la Stazione carabinieri di Offida, con acquisizione di  documentazione medica, indagini tecniche e ascolto di numerose persone”.

Dalla Procura aggiungono: “Le indagini  proseguivano e si affinavano con meticolosa tenacia a cura del Nucleo Investigativo dei  Carabinieri di Ascoli Piceno che anche sentendo e risentendo diverse decine di persone tra  familiari di pazienti e personale sanitario, ricostruiva minuziosamente episodi e condotte rilevanti  per l’accertamento dei fatti, episodi anche risalenti nel tempo. Contemporaneamente alle indagini di Polizia Giudiziaria questo Ufficio disponeva una serie di accertamenti medico-legali a cura della Unita Operativa di Medicina Legale di Ascoli Piceno che con estrema accuratezza effettuava una complessa serie di verifiche, in puntuale coordinamento e  interlocuzione con questa Procura della Repubblica e con Nucleo Investigativo, contestualmente monitorando in tempo reale i ricoveri ospedalieri degli ospiti della Rsa di Offida e i decessi che avvenivano ed effettuando tutti i necessari accertamenti di medicina necroscopica sui decessi; tale monitoraggio imponeva nel febbraio 2019 la discovery delle indagini per l’effettuazione urgente di una autopsia e per l’esecuzione di operazioni di perquisizione e sequestro a carico della persona sottoposta ad indagini”.

Gli inquirenti concludono: “Ai medici della Unità Operativa di Medicina Legale di Ascoli Piceno venivano quindi affiancati due specialisti della Università di Macerata in relazione all’esame e valutazione di decine di cartelle cliniche e diari infermieristici, alla ricostruzione delle cause dei decessi, alle verifiche sulle somministrazioni dei farmaci, alle analisi su alcuni farmaci sequestrati alla persona sottoposta ad  indagini. La Direzione dell’Asur Marche Area di Ascoli Piceno, attraverso il prezioso contributo della
U.O. di Medicina Legale, ha fin da subito offerto piena e attiva collaborazione“.


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