ASCOLI PICENO – Di seguito una nota, giunta in redazione il 17 luglio, da Federfarma Marche.

Le prime 86 farmacie che hanno attivato il servizio di vaccinazione anti-Covid possono già presentare  un dato  che  conferma la validità del modello  , infatti sono più di  460  i pazienti vaccinati con oltre 60 anni di età , ottemperando ad una precisa richiesta da parte della Regione Marche.

Un dato che da’ piena  soddisfazione al presidente regionale di Federfarma Marche Andrea Avitabile  che sottolinea ” dopo solo tre settimane dall’avvio del servizio nelle farmacie,  possiamo confermare come la presenza capillare dei farmacisti e il loro rapporto di fiducia con i cittadini  stanno determinando il successo della   vaccinazione nelle nostre farmacie”.  Ricorda anche che “sono circa 100 quelle effettivamente attive su una adesione complessiva in sede regionale di 220  :   il servizio si è avviato   dal 24 giugno , fino ad oggi sono state somministrate nelle farmacie marchigiane più di 3.300 dosi di vaccino (Pfizer per gli under 60 e Johnson & Johnson per gli over 60)”. Per Avitabile è importante puntualizzare ”le Marche sono state la seconda regione d’Italia dopo il Lazio a credere in questo servizio di vaccinazione nelle farmacie”.

Marco Meconi, vice presidente di Federfarma Marche e responsabile regionale delle farmacie rurali,   pone l’accento sul “ rapporto personale e di fiducia tra cittadino e farmacista che,   in molti casi, è stato determinante per avvicinare al vaccino persone  “sfuggite” alle prime azioni”.  Prosegue” nelle   farmacie rurali , in località ben distanti da presidi ospedalieri ed hub vaccinali ,  il rapporto con il paziente è ancora più  stretto,   conosciamo   la   storia clinica e le eventuali patologie di cui soffre , il consiglio del farmacista è accolto con piena fiducia , questo  rapporto diretto   è utile anche quando il cliente torna in farmacia per commentare  il decorso  post vaccino”.  Meconi precisa “fattore vincente   nei prossimi mesi  – quando  dovesse  essere ridotta l’ operatività degli hub vaccinali – sarà la flessibilità del servizio oltre alla capillarità e vicinanza delle farmacie ai cittadini , soprattutto quelli di età avanzata che per raggiungere i centri ospedalieri devono ricorrere alla disponibilità di un parente “. Con il  tampone ed il test sierologico  fino ai vaccini , la farmacia “sta finalmente ridisegnando la propria identità, passando da attività incentrata sulla dispensazione del farmaco a luogo di offerta di servizi sanitari sempre più personalizzati”   , con queste parole   Avitabile   invita a prestare la massima attenzione perché attestano il cambiamento di ruolo del farmacista negli ultimi anni, valorizzando  “il ruolo sanitario e professionale della farmacia nell’ambito della prevenzione e degli screening”. 

“I positivi risultati ottenuti in questa prima fase della campagna vaccinale – per Avitabile  conferma –    che è in atto un cambiamento della percezione della farmacia quale primo presidio sanitario di prossimità territoriale”.


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