ANCONA – Nelle Marche si producono 761.532 tonnellate di rifiuti solidi urbani cioè 499 kg pro-capite e la raccolta differenziata nel 2020 è stata del 71,84% (Italia 61,28% nel 2019) per un totale di 541.046 tonnellate, tra le migliori a livello nazionale.

E’ solo uno dei dati contenuti in “Marche Ambiente” un volume pubblicato dall’Arpam che per la prima volta raccoglie gli indicatori più rilevanti a livello ambientale della regione riguardanti aria, acqua, mare, agenti fisici, suolo, rifiuti, con una serie di sotto-categorie dalle polveri sottili alle acque sotterranee, dai campi elettromagnetici ai siti contaminati.

La pubblicazione, presentata in Regione dal direttore generale Arpam Giancarlo Marchetti con l’assessore regionale Stefano Aguzzi, verrà diffusa anche come inserto con i quotidiani Resto del Carlino e Corriere Adriatico il 6 novembre.

L’Agenzia regionale per l’ambiente, durante il lockdown, ha monitorato 17 indicatori ambientali, ricavandone un quadro che che ci serve, come recita la chiosa di copertina, a “conoscere l’ambiente in cui viviamo”. Ad esempio, per il suolo, le Marche hanno consumato nel 2020 circa 1,45 kmq l’equivalente, ha esemplificato Marchetti, di “200 campi da calcio, ma comunque sotto la media nazionale”: il suolo consumato finora ammonta a 648,87 kmq corrispondenti al 6,9% (7,1% Italia) della superficie regionale. Mentre i siti inquinati e da bonificare, ha ricordato Marchetti, sono “circa 590”, nella maggior parte “piccoli” (luoghi di sversamenti o distributori), a parte alcuni tra cui la zona della raffineria di Falconara e altri del piano industriale regionale.

“Per la prima volta redatto nelle Marche questo volume – ha rimarcato Aguzzi – Ogni anno l’Arpam fornisce dati e pubblicazioni ma mai raggruppate in un unico volumetto”.

Dal ‘dossier’, ha osservato, emergono dati “tutto sommato abbastanza positivi per l’ambiente nelle Marche ma – ha avvertito – non siamo esenti dalle dovute attenzione comportamentali e operative. In confronto ad altre regioni, abbiamo dati in miglioramento o sostenibili”.

“Questo – ha concluso – ci deve incoraggiare a fare ancora meglio. Con le nostre azioni, siamo i veri protagonisti dell’inquinamento o del disinquinamento”.


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