ASCOLI PICENO – Correva l’anno 1968, la Nasa lanciava il programma Apollo 7, il movimento socioculturale e di protesta raggiungeva il suo apice e Nixon diventava presidente degli Stati Uniti, nel frattempo nella piccola città di Ascoli una grandissima rivoluzione stava per avvenire: Costantino Rozzi rilevò la Del Duca Ascoli, aggiungendo anche che ne sarebbe stato il presidente per un solo anno, la storia poi la sappiamo tutti e quello che doveva essere un anno diventò una delle più belle favole del calcio italiano.

Dopo 34 anni Costantino se ne andò, era il 18 dicembre 1994, per via di un male incurabile. Sono passati 27 anni dalla sua scomparsa ma nessuno in città e non solo potrà mai dimenticare quello che il Presidentissimo ha fatto per l’Ascoli calcio e per tutto il territorio, domani 18 dicembre 2021 durante Ascoli-Cremonese la società farà un omaggio alla famiglia.

 

 

Il miracolo sportivo compiuto con la squadra della sua città non potrà mai essere dimenticato e in una delle sue frasi più celebri il presidente spiega come il fattore calcio abbia portato alla ribalta una città di provincia come Ascoli:

Il calcio per noi non è soltanto un fatto sportivo. È un fatto sociale. È un fatto che rappresenta la pedina di lancio per una provincia che per troppo tempo era rimasta in disparte. Per questo faremo di tutto perché la bella favola continui.

 

L’Ascoli raggiunse la serie A nella stagione ’74-75. Nel mondo dello sport nessuno potrà mai dimenticare le sue apparizioni televisive al Processo del Lunedì. Imprenditore edile, realizzò alcuni stadi importanti come il “Del Duca” di Ascoli, il “Partenio” di Avellino, Il “Vigorito” di Benevento, “Nuovo Romagnoli” di Campobasso e il “Via del Mare” di Lecce.

I ricordi di Enrico Nicolini

Abbiamo raggiunto Enrico Nicolini, centrocampista del Picchio in serie A dal 1981 al ’85 amatissimo dai tifosi bianconeri, ha vissuto gli anni d’oro dell’Ascoli calcio per poi tornare come allenatore in serie C1 nelle stagioni ’95-96 e ’96-’97, attualmente osservatore per la Sampdoria ricorda emozionatissimo i suoi anni bianconeri e il rapporto con Costantino Rozzi.

Nicolini era instancabile in campo, genovese classe 1955, soprannominato il Netzer di Quezzi, il  quartiere collinare di Genova, che occupa la valletta del Rio Fereggiano e che confina con Marassi, San Fruttuoso e Sant’Eusebio. Netzer, era il regista del Borussia M’Gladbach e poi del Real Madrid,  tedesco biondo dai capelli lunghi.

 

Ascoli-Cagliari 2-0, stagione 1982-83

Con lui ricordiamo prima la partita emblema delle sue stagioni in bianconero,  era l’ultima giornata del campionato ’82-’83 e le sue prodezze valsero la sesta salvezza consecutiva per l’Ascoli:  ” Ricordo tutto benissimo, la partita prima perdevamo a Cesena 1 a 0 e il Cagliari giocava con la Juventus,  i sardi persero e noi pareggiamo e quando sul pullman sapemmo il risultato e che avevamo soltato la vittoria a disposizione, eravamo già convinti di esserci salvati perchè la loro sconfitta ci diede una forza psicologica incredibile, era tutto nelle nostre mani e sapevamo di poterlo fare, in casa quella stagione eravamo micidiali era il nostro fortino, e quel giorno il “Del Duca” ci aiutò davvero con 38 mila spettatori, una cosa straordinaria per una città di provincia come Ascoli. “

“Arrivò il giorno della partita e c’era da giocarsela, loro avevano due risultati su tre e noi avevamo i tifosi con noi.  Partita di grande equilibrio dopo che andammo in vantaggio con il gol di Greco e a 3 minuti dalla fine arriva uno spiovente sul centro destra e Muraro esce, io istintivamente vado sulla linea di porta ebbi un presagio e di fatto il loro terzino la colpì di testa, la palla rotolava verso la rete ed io sulla linea riuscì a salvarla in semi rovesciata, una cosa inusuale per me, e poi dopo due minuti un contropiede e fecì il famoso pallonetto e il gol che sanciva la salvezza dell’Ascoli e solo a ripensarci a quel giro sotto la curva e mi stanno venendo i brividi anche ora ho visto le facce di tutti i tifosi impazziti di gioia solo chi ha vissuto quei momenti lì sa cosa vuol dire è unico, emozioni che solo uno sport così può dare, virtualmnte li stavo abbracciando tutti perchè hanno vissuto quel momento insieme a noi, li ti giochi la “vita” calcisticamente parlando, ogni volta che lo vedo e ne parlo mi commuovo.”

VIDEO Ascoli-Cagliari 2-0, stagione 1982-83 da Calcio archivi

video partita Rai

 

 

“Rozzi? Lui aveva un grande pregio sapeva entrare nello spogliatoio sapeva gestirci sempre con molto tatto, quando le cose andavano male organizzava la cena e con classe chiedeva cosa non andasse bene e lo facevamo come se fosse uno di noi e capiva perchè le cose non stavano andando bene in alcuni momenti, prima di quella partita lui non ci disse niente ci dava il cinque e ci guardava uno ad uno come per dire tutto dipende da noi, non fece discorsi prima della gara e l’ha vissuta all’interno con la tranquillità necessaria. Poi c’era Mazzone, era fenomenale, mi aveva voluto qui dopo Catanzaro e poi siamo stati insieme anche a Bologna el’ho seguito anche come vice.

“Al termine della stagione facemmo un’amichevole con la Roma e infine  la biciclettata fino a Loreto per il voto fatto, ammetto che sono rimasto attaccato alla macchina per 80km era davvero troppo (ride). Ci sarà mai un’altro Rozzi secondo te nel calcio moderno? “Ora non ci potrà mai essere uno come lui, adesso non possono esistere questi presidenti, le società erano molto snelle all’epoca, ora ci sono interessi enormi.”

La forza di Costantino

“La sua forza era di capire quando intervenire e non lo faceva mai sbattendo i pugni, sapeva essere duro ma sapeva come farlo era un grande capiva le situazioni, capiva quando e come aveva i tempi giusti, e poi ricordo i suoi riti scaramantici,  oltre ai calzini rossi ricordo anche l’impermeabile lo lanciava in un angolino appena arrivava e doveva riprenderlo lui era una sua forma di scaramanzia.”

 

Alcune delle frasi più belle di Costantino Rozzi

“Voi forse non mi credete oppure vi metterete a ridere ma io non me ne vergogno: quando l’Ascoli perde mi vien da piangere. Quando la mia squadra esce battuta dal campo una tristezza mi assale e tutto mi precipita addosso.”

 

“La vita riserva attimi di gioia e anni di sofferenze. L’importante è trasformare gli attimi in ore e gli anni in minuti.“

 


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