ASCOLI PICENO – Di seguito una nota stampa, giunta in redazione il 23 dicembre, dal Partito Democratico di Ascoli Piceno.

La situazione pandemica che stiamo vivendo in questo periodo sta mettendo a dura prova la struttura della Sanità picena nonostante la professionalità e gli sforzi dei tanti operatori sanitari.

In un momento del genere era lecito e dovuto aspettarsi qualcosa di più da chi in campagna elettorale auspicava un cambio di passo della Regione Marche. Ma questo percorso sembra essersi azzoppato non appena la destra ha iniziato ad occuparsi della salute dei marchigiani.

Dall’idrossiclorochina dell’Assessore Saltamartini fino alla “poca spinta” verso i vaccini da parte soprattutto del Presidente Acquaroli e dell’Assessore Giorgia Latini.

In questi mesi quello che è stato evidente è una mancanza totale di indirizzi e programmazione. Si è affrontata e si sta affrontando una pandemia mondiale giorno dopo giorno, giocando più sui numeri delle terapie intensive che spingendo su vaccinazioni o supportando chi, ogni giorno, si trova a lavorare tra mille difficoltà.

Le ricette promesse sembrano essersi smarrite e, mentre non sappiamo se i nostri ospedali sono pronti ad affrontare questa nuova ondata, arriva il colpo da maestro. L’Assessore Guido Castelli e Lady Sanità Monica Acciarri, attraverso gli stessi meccanismi di cui accusavano le precedenti amministrazioni, pensano a cambiare direttore invece di dare risposte concrete ai cittadini e a quei sanitari che nei giorni scorsi hanno protestato davanti a nosocomi di Ascoli e San Benedetto.

I centri vaccinali sono sovraffollati e non idonei ad una campagna vaccinale di questa portata; la Pneumo Covid è chiusa e non si sa ancora se e dove aprirà; al Pronto Soccorso del Mazzoni ci sono pazienti gravi in attesa di essere ricoverati. La situazione rischia di diventare fuori controllo ma è sembrato più importante portare avanti giochi di palazzo che affrontare i problemi.

Al dimissionario Milani è stato rimproverato di aver sforato il budget. Un accusa ridicola quando questo avviene durante una pandemia e senza nessun tipo di indirizzo e programmazione.

Chiediamo con forza che il sambenedettese Massimo Esposito, fresco di nomina come nuovo direttore dell’Area Vasta 5 e accolto con giubilo dagli stessi Castelli e Latini, riesca a rappresentare, come era riuscito in precedenza Milani, le istanze di tutti. Di entrambi gli ospedali e delle città di Ascoli e San Benedetto ma soprattutto le istanze  di tutti i pazienti.

Pare evidente come questa destra, portatrice di messaggi di cambiamento, pensi più a macchinazioni di palazzo e a nomine politiche che alla salute dei propri cittadini.

E in tutto questo che fine ha fatto Marco Fioravanti, il più grande difensore dell’Ospedale Mazzoni? Non pervenuto!

Sono lontani i tempi delle manifestazioni e delle raccolte di firme. Ora che l’impoverimento del nosocomio ascolano è iniziato davvero, il sindaco di Ascoli preferisce non esporsi, forse per non prestare i piedi ai suoi compagni di partito o coalizione. Si parte sempre incendiari e fieri ma si diventa pompieri quando si è raggiunto lo scopo prefissato. E forse lo scopo di Fioravanti non era la salute degli ascolani ma la poltrona da sindaco.

Saremo noi allora a scendere davanti al Mazzoni per capire che fine abbiano fatto le intenzioni di Fioravanti e per supportare da vicino l’opera importante di chi lotta ogni giorno, nonostante tutto e nonostante un Governo regionale totalmente assente


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